La memoria del corpo: intervista esclusiva a Carlo Deffenu

Carlo Deffenu è nato a Sassari. Vive da diciassette anni ad Alghero dove lavora nella ristorazione dopo diverse esperienze che lo hanno portato a lavorare in una radio come speaker, a gestire un’edicola per quattro anni e a collaborare per sette anni in un negozio di arredamento e design.

Ha pubblicato nel 2012 l’ebook Un posto molto lontano da qui con GeMS e nel 2013 il romanzo Domani sarà un giorno perfetto con la Farnesi Editore. Nel giugno del 2015 è uscito per la Watson Edizioni il romanzo Il clan dei cari estinti e nel dicembre 2016, ha pubblicato, sempre con la Watson Edizioni, La maledizione del cuore fantasma, il seguito de Il clan dei cari estinti.

La memoria del corpo (Alter Ego Edizioni) è la sua ultima fatica letteraria. Questa la trama ufficiale: l’estate è alle porte e una donna di quarantasette anni sale su una corriera con uno zaino in spalla per raggiungere un paese che non conosce. Porta con sé un quaderno dove ha raccontato la storia del figlio Sebastiano. Il memoriale parte da una fredda mattina del 1992, quando Sebastiano le rivela di essere gay, e termina nella primavera del 2011, quando il figlio scompare. In mezzo c’è tutta una vita: l’impegno politico e sociale di Sebastiano, il suo lavoro in radio, l’amore per Filippo, il G8 di Genova, il trasferimento a Cagliari, la stesura di un libro. E parallelamente c’è la storia di Elsa: la crisi del suo matrimonio, l’arrivo di un amore violento e carnale, i sensi di colpa, la fuga, l’annientamento e la dolorosa resurrezione dopo un momento difficile. La memoria del corpo è un romanzo intenso, avvolgente e carnale, con più piani narrativi, dalla forma diaristica alla narrazione tradizionale. Come nelle migliori tragedie greche, Carlo Deffenu ci conduce negli abissi dell’anima, seguendo le memorie incise sulla pelle, e soprattutto in quegli occhi “pieni di parole, che chiedono a gran voce qualcosa”.

Per saperne di più, leggete l’intervista alla scrittore!

Hai carta bianca e tre aggettivi per descriverti…

Lunatico. Insofferente. Ossessivo.

Mai senza…?

Un frigo ben fornito di generi di conforto.

Cosa ti piace leggere?

Ho cambiato fulminazioni con il passare degli anni. Ora mi incuriosiscono molto le storie che raccontano piccole storie senza grandi avvenimenti. Qualcuno potrebbe definirli “romanzi malinconici”. Io sono un tipo molto malinconico, in effetti. P.s. – non ho mai abbandonato i fumetti. Il mio toccasana contro la depressione.

Se dovessi esprimere tre desideri?

Una folta chioma. Il ritorno di chi non c’è più. Riamare come nel turbine dell’adolescenza.

La tua vita in un tweet?

Non uso Twitter. Però proviamo: Ho fatto del mio meglio. Sbagliando.

Parlaci del tuo romanzo. A chi lo consiglieresti e perché?

La memoria del corpo racconta una madre, un padre e un figlio. Racconta lo sfaldamento di una famiglia come tante altre. E racconta il coraggio e la resistenza al male. Trattando argomenti complessi come l’omofobia, l’impegno sociale e politico, la ribellione dei sentimenti. Lo consiglio a chi sente il bisogno urgente di mettersi in discussione.

Come sono nati i personaggi?

Ho letto un articolo di giornale che parlava di un fatto di cronaca nera. Ho visto una madre con una valigia, ferma in una stazione di autobus… e da lì è partita tutta la storia. Dove sta andando questa madre e a fare cosa?

Le ambientazioni scelte provengono dal reale o sono anche una proiezione dell’anima?
La storia è ambientata in Sardegna, la terra dove sono nato e vivo da sempre. Un’isola dell’anima, appunto.


Come puoi riassumere ai potenziali lettori il tuo romanzo? Qual è il
messaggio che hai voluto trasmettere?

Il nostro corpo è la prima bandiera che sventoliamo sulle barricate della libertà.

Sei già al lavoro su un nuovo manoscritto?

Si parla di ossessione. Quindi sì, sono prigioniero in un altro labirinto di parole. 

Silvia Casini

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