Tieni i piedi per terra

Avanzava spavaldo a braccia aperte guardando diritto all’orizzonte, il respiro profondo, l’occhio  proteso a caccia di agognate intuizioni, uno sguardo visionario rivolto al futuro e uno al passato miscelati in un cocktail prelibato, sano carburante per il suo incedere sicuro. Due occhi e due orecchie ingordi a braccetto con precisi passi alterni sulla strada della consapevolezza, l’andatura spedita, avanti, avanti, ripeteva a mo‘ di ritornello, incitando la folla tutt’intorno che lo seguiva rispettosa.

All’improvviso la mia mente sobbalza e si intasa di frasi contraddittorie che era solito declamare con affetto, mi giungono da lontano e mi strattonano di qua e di là, ora come allora, sovrapponendosi l’una sull’altra fino allo stordimento.

Proseguo confusa col suo ricordo accanto, camminavamo vicini, le spalle ampie, il collo diritto, il portamento austero, quand’ecco che un mio balzo si incrociò maldestramente al suo, inciampai, mi ripresi e in un lampo mi ritrovai catapultata in cielo in balia del caso per discendere di lì a poco in picchiata su Londra, spinta con veemenza dalla sua frase viaggiare apre la mente in eterna lotta con l’altra ben più severa tieni i piedi per terra.

Come era potuto accadere proprio a me sempre ubbidiente ai suoi insegnamenti, i piedi ben saldi al suolo trascinati lentamente appresso tanta era la paura di spiccare il volo verso orizzonti ignoti, eppure in un baleno mi ritrovai circondata da un intreccio variegato di culture, profumi rari, tessuti sgargianti, magici suoni di lingue sconosciute, tra una moussaka e spassosi balli folcloristici.

Due lunghi mesi di gioiose prove di vita, un futuro ancora da impostare sotto il braccio, tornai decenni più matura rimbalzando tra preziosi ricordi, su e giù da scale musicali di varie fattezze e tonalità, qua e là nel pianeta a passi di danza in armonia con melodie di lingue diverse, un passato e un futuro sfaccettati e affascinanti, secondo una coreografia improvvisata che talvolta sembra prestabilita.

Gli anni trascorrono veloci seminando ricordi e visioni e lui, statuario, rimane sempre un modello di vita esemplare vissuta con orgoglio.

 

Elisa Bollazzi

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