Diretto da Svevo Moltrasio, già autore de Gli ospiti, Smart working, ambientato a Torino, arriva nelle sale cinematografiche il 4 giugno 2026 con un cast che, oltre al protagonista Maccio Capatonda, include, tra gli altri, Maurizio Nichetti, Sara Lazzaro, Alessandro Tiberi e Giulia Bolatti.
Maccio Capatonda interpreta Giuliano, impiegato presso un’azienda e che lavora da tempo in smart working. Ha già un figlio e la moglie, aspirante scrittrice, è incinta in attesa che nasca il secondo. I vantaggi di lavorare da casa per lui sono molti, tra i quali quello di avere il tempo di dedicarsi alla ricerca di un nuovo appartamento in cui andare a vivere insieme alla famiglia che, appunto, si appresta a crescere.
Un giorno, però, l’azienda accusa un calo di produttività da parte di alcuni impiegati che operano in smart working, quindi un collega di lavoro di Giuliano approfitta della situazione per insediarsi in casa sua e lavorare al suo fianco. Presto anche altri colleghi si stabiliscono all’interno dell’abitazione, causando inizialmente disagio a Giuliano e alla moglie, ma creando poi tra essi armonia e aumentando produttività lavorativa.

E la particolarità di Smart working risiede nel fatto che in questo caso abbiamo un Maccio Capatonda più “serio” e lontano dalla comicità a suon di doppi sensi e giochi di parole a cui ci ha abituati attraverso i suoi sketch, le serie televisive e i due lungometraggi per il grande schermo Italiano medio e Omicidio all’italiana.
Un aspetto che, però, tende a rendere non poco fiacca la commedia, in quanto, sebbene le risate non manchino grazie anche ai personaggi dell’ex collega in pensione ma disponibile Gianni incarnato dal sopra menzionato Nichetti e del romano Stefano, cui presta il volto lo stesso regista Moltrasio. Alla fine, dunque, la marcia pare non venire mai realmente ingranata e, di conseguenza, Smart working si rivela una facilmente dimenticabile operazione che rischia di avere effetto soporifero per quanto priva di particolari guizzi.
Alice Rigon