Se Robin Hood sapesse: intervista esclusiva a Cristina Biolcati

Cristina Biolcati è ferrarese, ma padovana d’adozione. Laureata in lettere, ama molto leggere. È autrice di poesie e racconti brevi. Fra le sue passioni: gli animali, l’arte e la filosofia. Collabora con alcune riviste on-line, dove scrive recensioni di libri e articoli letterari.

Opere pubblicate: Nessuno è al sicuro (Edizioni Simple, 2013), un saggio sugli attacchi di squalo in Italia dal 1926 a oggi; Ritorna mentre dormo (DrawUp, 2013), una silloge poetica; L’ombra di Luca (Leucotea, 2014), una raccolta di racconti brevi; Allodole e vento (Pagine srl, 2014), una seconda raccolta di poesie; Balla per me (Youcanprint, 2017), un romanzo breve.

Partecipa spesso a concorsi, ed è presente con suoi racconti e poesie in molte antologie collettive.

La sua ultima fatica letteraria è un breve racconto ironico, sull’importanza di diventare artefici del proprio destino.

Scopritelo nell’intervista qui sotto!

Ha carta bianca e tre aggettivi per descriversi…

Permalosa, ironica, leale.

Mai senza?

Un buon libro. Mi annoierei troppo.

Cosa le piace leggere?

Leggo un po’ di tutto. Un tempo preferivo i thriller, ma da quando mi sono messa a scrivere recensioni ho imparato ad apprezzare anche altri generi letterari. Se un romanzo è scritto bene ritengo possa sempre arricchire o affascinare. Per una questione di “credibilità” di scrittura, quindi, più che di genere in sé. Ho un debole per i narratori americani, quello sì. Specialmente Raymond Carver e Salinger.

Se dovesse esprimere tre desideri?

Pubblicare con una grossa casa editrice; vincere un premio letterario importante, come lo Strega. Anche se sono astemia e quindi non so come me la caverei col rito del liquore, mi affascina oltre a tutto il resto anche la cerimonia di proclamazione; coltivare a lungo questi due sogni, perché vorrebbe dire che ancora non mi sono arresa.

La sua vita in un tweet?

Ovunque tu sia caduta, alzati e cammina.

Ci parli del suo ultimo romanzo. A chi lo consiglierebbe e perché?

Se Robin Hood sapesse lo consiglierei a chi ama leggere ma magari non ha troppo tempo a disposizione. Si tratta di uno scritto breve e facile da seguire. Una storia romantica dove non manca quel pizzico d’ironia che è nelle mie corde. E soprattutto, a chi pensa che non sempre commettere una cattiva azione possa essere sbagliato. Ma è aperto alle circostanze e valuta le situazioni.

Come nascono i suoi personaggi, vi è un collegamento con la realtà?

Io sono sempre alla ricerca di spunti. Quindi nel quotidiano osservo molto. Poi trasporto sulla carta quello che mi colpisce. Fortunatamente sono dotata di una buona dose di fantasia, con cui riesco a creare storie al limite del surreale, rimanendo però ancorata a quel principio di verisimiglianza di cui parlavo all’inizio, che per me è così importante. Forse perché la storia che veramente tocca il cuore del lettore è quella in cui egli riesce ad immedesimarsi, e quindi non deve essere mai troppo astrusa.

Le ambientazioni che sceglie provengono dal reale o sono anche una proiezione dell’anima?

Ho iniziato scrivendo poesie, e tuttora alterno composizioni in versi alla prosa. La poesia rimane il mio primo amore, quindi una parte di me ricercherà sempre quella voce intima che sembra provenire direttamente dall’anima. Sfumare la realtà, con tante piccole gradazioni diverse che mirano a dare spessore, credo sia poi quello a cui ogni scrittore tende. Quindi sicuramente, nel mio caso, la risposta è un insieme delle due cose.

Come può riassumere ai suoi lettori il suo romanzo? Qual è il messaggio che vuole trasmettere?

Bene e male non hanno un confine netto, ma implicano sempre delle circostanze o delle attenuanti. Le nostre azioni hanno delle conseguenze, sia che siano positive o negative, i cui influssi poi si sentono a lungo. E soprattutto, con molta ironia, si sottolinea l’importanza di divenire artefici del proprio destino.

È già al lavoro su un nuovo libro?

Io sono sempre al lavoro. Non mi fermo mai. In questo periodo sto facendo tanti concorsi letterari, ai quali partecipo con poesie e racconti brevi. Per me sono un’ottima palestra, indipendentemente poi dai risultati. A volte si vince, altre si perde: così è la vita. Un nuovo romanzo? È molto probabile sia già in cantiere.

 

Silvia Casini

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