Peppermint – L’angelo della vendetta: recensione

Chi dice che le parole vendetta e giustizialismo si addicano soltanto alle figure maschili? Nel cinema c’è stato modo di assistere a degli esempi che hanno mostrato il contrario, a partire da quel film realizzato da Abel Ferrara nel 1981 ed intitolato L’angelo della vendetta, ovvero una sorta di versione rosa de Il giustiziere della notte, dove una ragazza vittima di violenza si aggira armata per uccidere i malfattori della strada.

Ad oggi quel concetto dell’occhio per occhio, dente per dente si è aggiornato, ed il pubblico, che è abituato a ben altri ritmi adrenalinici votati più verso l’action spudorato, ora lo ritrova servito un lungometraggio pregno di senso dell’intrattenimento e giustizialismo senza freni; con Peppermint – L’angelo della vendetta troviamo quindi una Jennifer Garner armata fino ai denti, ex madre di famiglia intenzionata a farla pagare a chi le ha rovinato la vita.

Per la regia del Pierre Morel di Io vi troverò, quindi una garanzia a riguardo, il film è la storia di Riley North (Goarner), una donna felicemente sposata con Chris (Jeff Hephner) e madre della piccola Carly (Cailey Fleming), a cui improvvisamente viene stroncato l’idillio familiare in cui vive; causa un giro di affari in cui è immischiato suo marito, la donna vede morire i suoi cari per mano di alcuni sicari che sono al soldo di Diego Garcia (Juan Pablo Raba).

Sopravvissuta all’attentato, Riley sparisce nel nulla e dopo cinque anni farà sentire di nuovo la sua presenza, intenzionata a volersi vendicare nei confronti di chi le ha rovinato l’esistenza; la lotta sarà spietata e sanguinolenta.

In un momento in cui nelle sale vediamo spopolare un’eroina tutta al femminile come Captain Marvel, è anche giusto che l’argomento vendetta giustizialista abbia il suo spazio anche in senso femminile del termine, potendo così assistere alle gesta di una spietata donna letale portate ad estreme conseguenze; utilizzando una Garner già rodata nell’action, sia per la sua partecipazione al serial tv Alias, sia per essere già stata protagonista del cinecomic Elektra, il buon Morel gestisce questo Peppermint – L’angelo della vendetta in modo da dare allo spettatore più esigente in materia il suo ben servito, regalando quella giusta dose di violenza e ritmo, senza lesinare in credibilità in alcuni risvolti psicologici del caso.

Certo, sul piano della scrittura, stesa dal Chad St. John di Attacco al potere 2, questo titolo non è proprio il massimo, anche perché poche cose vengono spiegate per approfondire la natura della sua protagonista (dove ha appreso così tante tecniche di combattimento?), come anche non si cura di gestire meglio alcune sottotrame che ruotano attorno al plot principale (la vicenda dei due poliziotti interpretati da John Ortiz e John Gallagher jr fa un po’ da riempimento e basta), ma allo svolgimento preme giusto dare intrattenimento e spettacolarità, senza mai perdere di vista il filo del discorso sul tema giustizialista in salsa rosa.

Inoltre, altra possibile pecca, è che non gode di grande originalità Peppermint – L’angelo della vendetta, ma fa il suo dovere fin troppo bene, alzando dosi di violenza spietata e premendo l’acceleratore del cinismo di fondo che caratterizza la violenta Riley (non risparmia neanche magistrati corrotti, come faceva pure Robert Forster in Vigilante di William Lustig); insomma nulla di nuovo in fondo a tutto, ma almeno, guardandolo, non potrete dire di aver sprecato del tempo, perché l’operato di Morel riesce a dare completezza all’intero svolgimento.

Mirko Lomuscio

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