On the milky road – Sulla Via Lattea: recensione

Dopo dieci anni di assenza Emir Kusturica torna dietro la macchina da presa con On the milky road – Sulla Via Lattea con il quale il cineasta servo prova a ripartire e torna a misurarsi con il cinema di finzione, che non praticava più dai tempi di Promettilo!.

Ex Jugoslavia: ogni giorno un lattaio Kosta (Emir Kusturica) attraversa il fronte su un asino, schivando le pallottole per portare la sua preziosa merce ai soldati. La vita grigia e ordinaria dell’uomo cambia radicalmente dopo l’incontro con una bella donna italiana (Monica Bellucci), promessa sposa di un soldato e con un misterioso passato alle spalle. I due si innamorano, ma i venti di guerra sono destinati a frapporsi alla felicità dei due.

Lavoro sicuramente interessante. On the milky road è una storia d’amore tra due persone non più giovani, ma non solo: è un film incentrato sul rapporto tra umano e Natura, rafforzato da un certo lirismo che accompagna tutte le vicende dei protagonisti. Un racconto surreale, in cui non si abbandona la dimensione balcanica, cifra stilistica del regista e che in questo lavoro sembra però smorzata, così come viene messa in disparte la guerra rispetto alla storia d’amore tra i due protagonisti.

Kusturica prende spunto dalla realtà per raccontare le sue storie, ma la rielabora attraverso la sua personale lente deformante, regalando l’ennesimo tassello di questa “elegia balcanica” della propria terra.

Se, però, la prima parte del film rientra completamente nel mondo cinematografico del regista, è la seconda parte ad essere più confusionaria: la fluidità nel passaggio da realtà a favola si fa più macchinosa, il ritmo cessa di essere un fattore, per lasciare spazio ad un tentativo di favola romantica.

 

Federica Rizzo

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