La moda della rivisitazione live action dei propri classici da parte della Disney rompe ora anche le barriere di un certo periodo, decidendo di riportare con attori in carne ed ossa anche determinate pellicole animate post 2000.
E’ successo con Lilo & Stitch nello scorso anno, ed ora avviene anche con Oceania nel corso di questo 2026, portando la nota casa di zio Walt alla realizzazione di un film vero e proprio dedicato a quel cartone animato datato 2016, diretto da Ron Clements e John Musker.

Per la regia di Thomas Kail, nome proveniente dal mondo della televisione nonché autore dell’acclamato Hamilton, questo live action tiene dietro la sua creazione un gruppo di nomi legati all’opera originale; tra i produttori vi sono Dwayne Johnson e Auli’i Cravalho, le cui voci danno vita ai due protagonisti del film, Maui e Vaiana (in originale Moana), più l’autore delle musiche Lin-Manuel Miranda, il cui interesse deve aver maggiormente spinto alla voglia di portare in scena una versione in carne ed ossa di questo nuovo classico Disney, atto d’amore verso le bellezze dell’oceano e dei territori circostanti nel mondo hawaiano.
Tutto è ambientato tra le onde di un azzurro mare tra le terre delle Hawaii, dove vi è un popolo pacifico in cui vive la giovane Vaiana (Catherine Laga’aia), figlia del capo villaggio e sul cui destino verrà indicato un percorso preciso per la salvezza dei suoi simili.

Infatti la giovane, attraversando gli oceani circostanti, dovrà navigare a lungo per poter giungere in un antico luogo, dove vi è una missione da compiere, e per farlo avrà bisogno del semidio Maui (Johnson), un personaggio alquanto discutibile che aiuterà malvolentieri la ragazza, affrontando pericoli e insidie dei mari, come mostri del luogo e degli improbabili pirati.
Nonostante la moda dei live action Disney non dia mai risultati al di sopra della media, ed in ultimo esempio abbiamo il disastroso Biancaneve di Marc Webb visto di recente, anche Oceania ora, nonostante i soli dieci anni di vita del cartoon originale, cade sotto questa sorta di tradizione, mettendosi in mostra in tutta la propria gratuita esistenza produttiva.

Inutile dire che un’operazione del genere non ha granché motivo di esistere, se non per meri scopi commerciali, il film di Kail si rende inutile nel riproporre medesimi momenti e parentesi canterine che stavano alla base della pellicola di Musker e Clements (due che avevano già realizzato La sirenetta e Aladdin), pagando lo scotto che quella fascinazione oceanica ottenuta con un’animazione perfetta e molto naturalistica dell’originale, qua, con onde ricreate in digitale e effetti CGI, perlopiù va a perdersi, svalutando già metà del valore che c’era alla base di un’opera come Oceania.
Aggiungiamoci inoltre che Johnson, il quale ricopre i medesimi panni del Maui a cui dava voce nel film del 2016, ritrae una sagoma a dir poco trash nel contesto qua descritto, reo di esibirsi con ovvia parrucca munita di capelli lunghi neri, e la protagonista Laga’aia, per quanto volenterosa, non sembra incidere nel suo ruolo principale.

Insomma un’ulteriore conferma che le operazioni live action della Disney veramente stanno facendo il proprio corso, nonostante qualche buon esito (Cenerentola di Kenneth Branagh, Il libro della giungla di Jon Favreau, La sirenetta di Rob Marshall ed anche il succitato Lilo e Stitch di Dean Fleischer Camp) ma del resto vere e proprie operazioni commerciali, che sfruttano il meglio dei loro prototipi senza la sincerità d’animo di cui necessitano questi prodotti, e il tutto solo per battere cassa.
Mirko Lomuscio