Metti la nonna in freezer: recensione

Quando si tratta di realizzare una dark comedy l’ispirazione cerca sempre di volgere il proprio sguardo verso ciò che maggiormente potrebbe dare il giusto spunto, ovvero la cronaca nera; infatti, memore di un curioso macabro avvenimento successo anni fa, questo film intitolato Metti la nonna in freezer cerca di raccontare una rocambolesca storia ironica con fare originale e un pizzico di cattiveria, come è giusto che sia.

Diretta dall’assodato duo artistico composto dai giovani Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, alla loro seconda opera dopo il precedente e televisivo Amore oggi, questa pellicola è un racconto che intende far ridere nel mezzo di un raccapricciante conteso, e lo fa utilizzando un gruppo di volti noti del nostro panorama; protagonisti innanzitutto sono la garanzia comica Fabio De Luigi e una Miriam Leone nelle esordienti vesti di commediante, mentre alle loro costole è possibile vedere altre facce come quelle di Lucia Ocone, Marina Rocco, Francesco Di Leva, Susy Laude, Carlo De Ruggeri, Maurizio Lombardo, più i veterani Eros Pagni e Barbara Bouchet, quest’ultima nei panni della “nonna” che troneggia nel titolo.

Tutto comincia quando la giovane Claudia (Leone), responsabile di una ditta di restauro alle cui dipendenze ci sono le sue amiche Rossana (Ocone) e Margie (Rocco), casca drasticamente nella disperazione quando sua nonna Birgit (Bouchet) muore di punto in bianco.

Al di fuori della tragedia in sé, la cosa che più preoccupa la ragazza è il fatto che a mantenerla nella sua attività era innanzitutto la pensione dell’anziana donna, il cui trapasso ovviamente metterà una parola fine a tutto.

Ma questo Claudia non potrà permetterlo e con l’aiuto delle due amiche decide di chiudere il corpo di Birgit nel freezer, in modo da poter continuare a prendere la sua pensione.

La faccenda si complica però quando nel suo destino entra improvvisamente l’integerrimo finanziere Simone (De Luigi), un uomo che si innamorerà di lei e che non sospetta minimamente di quello che Claudia sta architettando; ovviamente non mancheranno equivoci e situazioni al di là del verosimile.

Puntualizzare subito dicendo che questo Metti la nonna in freezer è una sorpresa a tutti gli effetti non è cosa sbagliata, dato che il film di Stasi e Fontana si dimostra essere sin da subito un prodotto ingegnoso sia a livello di linguaggio che visivamente, il tutto mostrando un occhio non distante da certo cinema di genere appartenente alla nazionalità spagnola (viene in mente sulle prime un autore come Alex de la Iglesia quale punto di ispirazione), uniformandosi poi verso altre varianti come la settima arte americana.

Su tali premesse Metti la nonna in freezer mostra le sue varie carte vincenti, come la scelta di una coppia di attori ben assortita (bravo De Luigi, la Leone una vera sorpresa), più il contorno che non è da meno (le amiche Rocco e Ocone esilaranti, seppur breve la sua apparizione di grande impatto anche la Bouchet), ed elemento non da poco l’assoluta voglia di non risultare scontato in varie scelte narrative, come la presenza di una song list di tutto rispetto nella soundtrack (si va da Dream a little dream of me di Mama Cass a Let my love open the door di Pete Townshend, più una versione karaoke della canzone Tu di Umberto Tozzi).

Un aggroviglio di risate dark nel mezzo di una storia d’amore tutta italiana, il tutto sorretto da uno script perfetto a firma di Fabio Bonifacci (su soggetto suo e di Nicola Giuliano), Metti la nonna in freezer è un lungometraggio italiano che davvero merita di essere visto, con la speranza che il suo spunto vincente, venuto fuori direttamente dalla cronaca nera, nel futuro possa ispirare qualche altro paese nel mondo per un remake che ne confermi le sue ottime doti.

E non viceversa come spesso è accaduto.

Mirko Lomuscio

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