Guardando ad un lungometraggio datato 2019 proveniente dall’Argentina, il thriller claustrofobico 4×4 di Mariano Cohn, il noto Sam Raimi si prende la responsabilità produttiva di portare in scena un remake del suddetto titolo, affidando la regia al David Yarovesky de L’angelo del male – Brightburn e utilizzando per protagonisti due generazioni di recitazione come quella moderna del lanciatissimo Bill Skarsgård e quella vecchia scuola del veterano premio Oscar Anthony Hopkins.

Intitolato Locked –In trappola il film in questione è la storia del ladruncolo di periferia Eddie Barrish (Skarsgård), che sbarca il lunario tra piccoli lavoretti e qualche furtarello, il tutto pur di riuscire a mantenere sua figlia Sarah (Ashley Cartwright) e starle sempre accanto.

Ma Eddie, in tutto ciò, non riesce ad essere un padre onnipresente, e un giorno, per rimediare qualche cosa da uno dei suoi furti, si infila dentro un SUV nuovo e incustodito,trovatosi con le portiere aperte.
Una volta in macchina però il ragazzo si rende ben presto conto di essere in trappola; l’auto si chiude automaticamente tenendo rinchiuso Eddie in quello spazio ristretto.
Il veicolo appartiene a tale William e tenendosi in contatto telefonico con il giovane ladro darà inizio ad una tortuosa vendetta nei confronti di chi delinque, prendendo purtroppo di mira il malcapitato giovane nel suo SUV e tutto ciò che ruota attorno alla misera esistenza di Eddie.

Thriller claustrofobico che man mano si trasforma in una particolare lotta di classe, Locked – In trappola è un prodotto che, tra le fila della sua semplicissima trama, mostra un animo oscuro intento a delineare l’andazzo sociale odierno, dove la gente sempre più povera si rende conseguentemente vittima di decisioni prese da persone ben al di sopra.
Certo l’intenzione primaria del film di Yarovesky, scritto dal Michael Arlen Ross che riadatta il prodotto originario argentino, è quella di realizzare un lungometraggio sul filo della tensione, il quale sulle prime si muove sulla falsariga di un Saw – L’enigmista qualsiasi, non esentando in scene sanguinolente e portando allo stremo la situazione dell’Eddie di Skarsgård, che si rende protagonista unico per tutta la durata, mentre la partecipazione di Hopkins è per lo più solo vocale.
Di discutibile in Locked – In trappola si potrebbe trovare una moraletta di facile conto, che mette sullo stesso piano persone che delinquono con altre che si fanno giustizia dopo aver subito un crimine, ma questa oramai è una nota che neanche viene ben sviluppata in determinati prodotti e che anche in questa occasione viene gestita bellamente, giusto per mettere agli opposti bene e male e mischiarli tra loro in una visione che trasuda tensione e voglia di sconvolgere, senza eccessivamente andare oltre la media ma rimanendo nei binari del prodotto accettabile, vedibile e mai abbastanza superficiale in ciò che tratta.

Per una visione di sola alta tensione Locked – In trappola può anche andare bene, basta che lo si prenda col giusto distacco e senza prendere troppo sul serio l’analisi sociale che ne vorrebbe trarre a conti fatti.
Mirko Lomuscio