Les fleurs du mal: intervista esclusiva alla direttrice del blog Alessandra Micheli

Alessandra Micheli vive a Roma, è laureata in scienze politiche, ha un master e da gennaio 2016 lavoro per il blog Amiamo i nostri libri.

Da novembre 2016 gestisce il blog Les fleurs du mal e il blog di saggistica Il regno del dio eco.

Noi l’abbiamo intervistata per saperne di più sul suo blog letterario Les fleurs du mal, che si occupa di recensioni di self, classici, inediti e autori di talento.

Ignora soltanto i libri privi di classe e contenuto.

Ha carta bianca e tre aggettivi per descriversi…

Ahi. Qua è molto difficile. Sicuramente precisione. Pretendo che ogni cosa che faccio, dagli hobby al lavoro, sia perfetto in ogni sua sfumatura. E questo comporta una cura, quasi maniacale dei dettagli che vanno curati, analizzati e confermati. Organizzata. Devo avere tutto sotto controllo, per poter garantire la qualità assoluta. E direi idealista. Perché tutte queste caratteristiche hanno come obiettivo rendere i miei valori, realtà. Credo che il talento, il merito debbano essere riconosciuti e perché questo accada serve dedizione, precisione, organizzazione e volontà ferrea. Probabilmente per moli questo mio schema mentale risulta duro, quasi scarno, ma per me è solo il mezzo con cui raggiungere un obiettivo: qualità il più possibile perfetta.

Mai senza?

Be’ ovviamente un libro da leggere. Ma anche un taccuino per poter annotare idee e analisi.

Cosa le piace leggere?

Leggo tutto. Tutti i generi. Pur avendo i miei preferiti  (horror e thriller psicologico in primis) ho un costante bisogno di varietà, forse perché la mia mente lavora a ritmi forsennati. Quindi devo capire, comprendere tutto anche attraverso le letture. narrativa, fantasy, saggistica mi danno quelle domande a cui poi, mi diletto a rispondere. Non mi piace fissarmi soltanto su un genere definito, mi annoia e mi inaridisce.

Se dovesse esprimere tre desideri?

Non lo farei. Perché è il desiderare che mi spinge sempre avanti.

La sua vita in un tweet?

La mente è come un paracadute. Funziona soltanto se si apre. non è mia ma del buon vecchio Einstein e mi rappresenta totalmente. E poi sono negata con i tweet. Sono troppo logorroica.

Ci parli di un romanzo che le è rimasto nel cuore. A chi lo consiglierebbe e perché?

In genere il mio tipo di lettura è poco empatica. Assorbo i concetti e li elaboro. Ma anche la mia ferrea logica si è piegata davanti alla bellezza di Strana rana di Antonio Lucarini. È un libro profondo, con vari livelli di significato letterale, simboli e direi esoterico. E affascina per quella capacità che ha l’autore di parlare di filosofia ancorandola alla realtà senza mai divenire pesante o noioso. In più è un testo neo-gnostico, e siccome ho un pessimo ex passato da saggista non posso non amarlo. Il suo concetto è semplice e impostante, viviamo in un universo da noi stessi creato illusorio e caotico che consideriamo l’unico possibile. Eppure basta poco, uno shock o un momento tragico per riprenderci la vita vera fuori dagli schemi imposti dalla società e dalla morale. Che è ben diversa dall’etica. Ed è un tema che mi è molto caro. Lo consiglio perché la conoscenza, la consapevolezza di essere, a volte ingabbiati in ruoli sociali diviene così inconscio da farci sembrare burattini più che persone. Noi siamo molto di più dell’apparenza e strana rana, nella sua crudezza ce lo mostra. E ogni tanto smettere di considerare le maschere come il nostro vero io, ci aiuta a riprenderci una vita che, spesso, va letteralmente a rotoli.

Come è nata l’idea del blog?

In realtà, anche se dico sempre che è e resta un hobby, è stata soprattutto una sfida. Questo perché l’ascolto di pregiudizi e di preconcetti sulla decadenza della letteratura, mi ha spinto a capire se questa esistesse davvero. Se la qualità era scarsa, se noi italiani avessimo davvero perduto il tocco creativo magico che ci aveva contraddistinto in passato. E fossimo condannati a vivere soltanto di passate glorie. Anche il ruolo del lettore medio, considerato di basso livello e fruitore soltanto di libri di poco spessore mi incuriosiva. Era tutto vero o il solito frutto di una percezione parziale e distorta? Il self publishing era davvero ricco di scarsa qualità letteraria o era soltanto un modo per reagire alla dittatura editoriale? Così ho iniziato a recensire, a divorare testi, fino a creare un mio blog per vedere se, parlando davvero di letteratura sarei stata “fatta fuori” dal sistema che pretendeva soltanto libri banali. E la sfida l’ho vinta perché ho trovato emergenti e self con un talento incredibile. Ma soprattutto ho avuto una bellissima risposta dal pubblico di lettori che, non è affatto come si descrive. Gli italiani leggono e leggono bene. Leggono anche libri profondi, difficili e complessi. Non è una situazione così netta come ci raccontano le statistiche o i sondaggi. È semplicemente complessa e affascinante, ricca di sfumature e sfaccettature, di diversità e contrasti. Ed è quello che mi piace, perché la vita deve essere cosi, ricca e caotica.

In cosa si contraddistingue rispetto agli altri lit blog?

Ovviamente sarei ipocrita a dire che, non c’è una ricerca accurata dietro alla nostra attività. Indagare sulle possibili lacune del sistema blog e sulle aspettative del lettore e dell’autore è il mezzo migliore per garantire un blog efficiente e di qualità. Io credo che sia la competenza e la passione a guidarci. E poi ci sono le risposte di autori, CE e lettori e quello che emerge è davvero interessante. Per esempio una cosa che piace è la capacità di recensire in tempi non biblici. Poi lodano la qualità, poiché io (sono un pessimo boss) pretendo recensioni di buon livello con un ottimo italiano. Non su può criticare il libro senza essere super precisi. Non voglio stroncature ma un’analisi critica e il più oggettiva possibile del testo, che porti in luce gli elementi di forza ma anche possibili migliorie. Evitare il secondo me. All’autore e al lettore interessa poco sapere cosa mi piace, ma deve poter comprare un libro in modo responsabile sapendo cosa potrebbe leggerci. Ed è importante sottolineare come, ogni testo ha tanti significati e che spesso spetterà al lettore adeguarli alla sua personale esperienza. E poi noi siamo semplici, sappiamo cosa possiamo fare, sappiamo le nostre potenzialità ma per noi blogger è un semplice aggettivo che descrive, in modo sicuramente imperfetto, cosa facciamo. non è uno status. Blogger non ci permetterai mai di essere sgarbati, cattivi, snob o presuntuosi. Blogger non è un’onorificenza, non è un distintivo. Quindi pretendo da me e dai miei collaboratori il massimo del rispetto per ogni autore a prescindere da simpatie e antipatie. Quelle restano fuori dal blog. E poi per ultimo leggiamo tutto. Quindi ogni autore sa che il suo libro di poesia, saggio, fantasy, horror fantascienza, sarà analizzato nel modo migliore e con le giuste competenze. Come si ottengono? Be’ studiamo. Quando una cosa non la conosciamo apriamo il sacro dizionario, il vocabolario o Google.

Che iniziative proporrà nel 2018?

Le ragazze e i ragazzi che mi accompagnano in quest’avventura sono un vulcano di idee. L’iniziativa a cui teniamo di più, è sicuramente quella di creare una rete di professionisti, una sorta di lista di blogger, editor, pubblicitari, grafici che possano essere al servizio di quegli autori che per la prima volta arrivano nel magico mondo letterario. E soprattutto mi piacerebbe fornire un servizio anche gratuito a favore di chi, davvero non può permettersi certi costi.

Che futuro vede per il suo blog e cosa si augura?

Sicuramente di continuare a scrivere recensioni di qualità, di fornire sostegno e visibilità maggiore a tanti scrittori talentuosi che però, a volte restano troppo nell’ombra. Perché oggi tutti scrivono e tutti urlano, e i bravi restano spesso in silenzio e in disparte. Senza far rumore. Ed è il compito del blog scovarli e dare loro voce.

 

Silvia Casini

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