La grammatica delle spezie: recensione

Arriverà il 4 ottobre per Gribaudo il bellissimo libro La grammatica delle spezie di Caz Hildebrand (designer pluripremiata di sontuosi libri di cucina best-seller) che ripercorre la storia delle spezie; una storia di seduzione, mitologia, amori, sangue e luoghi comuni. Infatti, da sempre le spezie sono associate a origini soprannaturali e considerate un assaggio di Paradiso.

Le prime notizie che ne abbiamo risalgono al 3500 a.C.: gli Egizi le utilizzavano per insaporire i cibi e imbalsamare i defunti (anice e cumino servivano per sciacquare le viscere); il pepe in grani veniva esportato dall’India verso il Medio Oriente prima del 2000 a.C.; i chiodi di garofano furono esportati in Cina nel secondo secolo a.C., due secoli prima di arrivare ad Alessandria d’Egitto. Secondo la Bibbia, la regina di Saba arrivava dall’Etiopia «con cammelli carichi di spezie» per omaggiare il re Salomone a Gerusalemme. Gli arabi dominano gran parte della storia delle spezie. Ne hanno controllato il commercio per 5.000 anni, espandendosi alla fine anche nel Mediterraneo orientale e nel resto dell’Europa, con una famosa via delle spezie che attraversava il fi ume Indo, passava per Peshawar e in Afghanistan, superando il passo Khyber, e si dirigeva verso occidente attraverso l’Iran e poi a sud fi no a Babilonia. Gli antichi romani, gli arabi e i veneziani si contesero per secoli i vari territori di provenienza delle spezie, ma fu ovviamente Cristoforo Colombo, navigatore italiano che rappresentava la Spagna, a tentare di raggiungere l’India navigando verso ovest (invece che verso est) nel 1492, ad loca aromatum, «verso i luoghi delle spezie». Invece finì senza saperlo nelle Americhe e nei Caraibi, riportando in Europa peperoncini, cioccolato, lentisco, rabarbaro e pimento.

Il titolo di questo libro è stato ispirato da un altro viaggio di esplorazione in terre lontane, un libro intitolato The grammar of ornament, “La grammatica dell’ornamento”, dell’architetto e designer Owen Jones, pubblicato nel 1856. Il collegamento tra le spezie e la teoria del design del XIX secolo non è così pretestuoso come potrebbe sembrare. «La forma senza il colore è come un corpo senz’anima», scrisse Jones. Lo stesso si potrebbe sostenere per il cibo senza le spezie e la loro complessa diversità di gusti e aromi. Ogni spezia in questo libro è accompagnata da una riproduzione di decorazioni di superfici tratta dal libro originale di Owen Jones. I motivi scelti fanno riferimento principalmente alle origini della spezia in questione: per una come il pepe, che ha le sue radici in India, vedremo sulla stessa pagina disegno, colore, motivo e forme provenienti da quel Paese.

In poche parole, La grammatica delle spezie è un manuale ricco pieno di colori e di notizie curiose e interessanti; un viaggio coloratissimo all’insegna del gusto, nonché un percorso visivo e tematico che espone le spezie più comuni e quelle più esclusive, raccontandone la storia, le chicche, gli usi erboristici e in cucina.

Sfogliando il libro, vi accorgerete che le spezie sono parecchie e che la chiave della loro importanza è proprio la varietà e la molteplicità di gusti e sapori. C’è da dire che il testo oltre a offrire al lettore una panoramica in questo meraviglioso, affascinante e magico mondo esotico pieno di profumi, attua anche una netta distinzione tra erbe aromatiche e spezie. Infatti, con l’espressione “erbe aromatiche” si intende tutte quelle piante o verdure (foglie e steli) coltivate negli orti, ma reperibili anche allo stato selvatico (ad esempio: alloro, basilico, maggiorana, menta, prezzemolo, rosmarino, ecc.), mentre con il termine “spezie”, si indicano quei prodotti generalmente provenienti da luoghi lontani (Africa, Asia, America del sud, ecc.), che seccati a dovere, vengono impiegati per conservare e insaporire i cibi. Di fatto, le spezie differiscono per aroma (dolce, forte, pungente, piccante) che varia a secondo della cottura utilizzata. Inoltre, la loro azione nutraceutica può essere utile per il benessere psico-fisico, in quanto offrono longevità, tonicità ed elasticità dei tessuti.

Altra chicca interessante è che il manuale propone abbinamenti, ricette e consigli in modo tale che il lettore possa sfruttare a pieno tutto il potere prodigioso delle spezie menzionate.

In definitiva, La grammatica delle spezie è un ottimo libro, soprattutto se desiderate aumentare la vostra conoscenza culinaria e iniziare a miscelare spezie deliziose.

 

Silvia Casini

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