Il peso della galena. La storia della famiglia Sanna: intervista alla scrittrice Laura Lanza

Il 31 gennaio 2024 è uscito in tutte le librerie il romanzo Il peso della galena (Rossini editore, 428 pagine) ispirato a una storia familiare che prende avvio nella Sardegna dell’800.

L’autrice Laura Lanza, un’insegnante sassarese grande appassionata di età vittoriana, ha ricostruito un’importante figura dimenticata del nostro Risorgimento, Giovanni Antonio Sanna, che fu uno degli uomini più ricchi dell’Europa, nonché uno dei primi self-made man. Attraverso la consultazione di archivi, la raccolta di materiale edito e inedito e la visita ai luoghi della sua vita è stata riscoperta una storia familiare del nascente Regno d’Italia.

Noi l’abbiamo intervistata per saperne di più!

Hai carta bianca e tre aggettivi per descriverti…

I miei tre aggettivi sono: curiosa, quella curiosità che ti spinge a indagare, scoprire, voler conoscere. Mi ha sempre contraddistinta fin da piccola e mi ha permesso di amare lo studio.

Sognatrice, ho sempre costruito storie e adoro lavorare con la fantasia.

Risoluta. Quando ero giovanissima, un’amica mi disse con meraviglia: “Quello che ti metti in testa, lo ottieni sempre”.  Io mi stupii per quest’affermazione perché credevo fosse normale lottare con tutte le proprie forze per raggiungere degli obiettivi.

Mai senza…?

Mio figlio.

Cosa ti piace leggere?

Leggo di tutto. Da giovane ho letto moltissimi classici. Ho avuto poi intorno ai trent’anni un lungo periodo nel quale ho letto principalmente thriller. Ultimamente leggo autori contemporanei, in particolare i romanzi storici e le biografie dei grandi personaggi, meglio se romanzate.

Se dovessi esprimere tre desideri?

Mi piacerebbe comprare una campagna per costruirmi un piccolo rifugio,lontano dal caos cittadino.

Vorrei vivere in un luogo dal clima sempre mite.

Non vorrei mai perdere le persone che amo.

La tua vita in breve?

Sono nata e cresciuta in un’isola che amo profondamente e che mi ha forgiato. L’insularità ti segna e sei parte di quella terra. Sono stata sempre molto studiosa e, dopo la laurea in lettere classiche indirizzo archeologico, ho anche pensato di diventare archeologa ma è arrivato prima l’insegnamento, e mi ha conquistata. Parlare ai giovani è un privilegio. Nonostante il lavoro, mi sono ritagliata lo spazio per coltivare le mie passioni e sono una delle socie fondatrici di una Associazione culturale molto attiva nella mia città, inoltre sono una collezionista di abiti e accessori d’epoca vittoriana che indosso anche nelle rievocazioni storiche. E’ un modo inedito di studiare la storia e di vivere emozioni.

Parlaci del tuo libro. A chi lo consiglieresti e perché?

Il mio romanzo è nato da una passione. Ho scoperto per puro caso la figura di Giovanni Antonio Sanna, un importante uomo del Risorgimento oggi completamente dimenticato. Quando ho iniziato a ricostruire la sua storia, mi sono accorta che era la trama di una fiction! “Come è possibile che nessuno la conosca? Che un simile uomo sia stato colpevolmente dimenticato da quella città che lui ha tanto amato e alla quale ha dato tanto?” Mi sono chiesta, incredula. Da lì ho iniziato a raccogliere materiale su di lui e a visitare i luoghi della sua vita.  E’ stata un immersione totale in questa storia e consiglierei il mio romanzo a tutti coloro che amano le storie familiari ma non solo, anche a tutti coloro che amano studiare i sentimenti che albergano in ciascuno di noi, perché davvero in questa storia ci sono tutti; odio e amore, inganno e fedeltà, amicizia e rivalità. Credo nessuna delle sfaccettature dell’animo umano rimanga inesplorata. Mi è stato detto: “Mi piace il tuo libro anche perché non ci sono buoni e cattivi” ed è proprio così, perché è così la vita. Tutti possiamo essere i buoni o i cattivi per qualcun altro, a volte è la vita stessa a scegliere per noi. Credo che chiunque ami leggere storie basate sui sentimenti potrà immedesimarsi in questa famiglia. Che la trama si basi su fatti reali rende il tutto più interessante, ci porta a riflettere su noi stessi.

Come ti è venuta l’idea?

Avevo già raccolto moltissimo materiale su questa storia e l’avevo già tutta chiara e perfettamente delineata nella mia mente quando mi è capitato di pensare: “Sarebbe bello se qualche scrittore decidesse di raccontarla sotto forma di romanzo” per poi realizzare subito dopo: “E se lo scrivessi io?” Da allora ho iniziato a mettermi in gioco.

Rivelaci qualche segreto…

A volte mi sono chiesta: “Se avessi potuto conoscere queste persone delle quali ho immaginato pensieri ed emozioni, mi sarebbero piaciute? Ed io sarei piaciuta a loro? Chissà cosa avrebbero pensato di me, di un’estranea che è andata a scavare nella loro vita per raccontarla agli altri… Questa riflessione mi affascina. Un piccolo segreto che finora non ho mai raccontato? Dopo aver scritto il libro, leggendo alcune lettere custodite negli archivi ho ritrovato intere frasi molto simili a quelle che io avevo immaginato dicessero i protagonisti. Questo mi ha dato conferma della connessione profonda con loro che ero riuscita a raggiungere, ho potuto davvero sperimentare il significato della “corrispondenza di amorosi sensi” di foscoliana memoria.

Come puoi riassumere ai tuoi lettori il tuo romanzo?

La storia di un uomo del nostro Risorgimento che ha avuto il coraggio, partendo da una terra periferica come la Sardegna, di credere alle sue potenzialità e ha perseguito con tenacia l’obiettivo di diventare qualcuno, di emergere dalla massa, grazie alle sue doti personali. E’ diventato così uno dei primi self made man del nostro paese e uno degli uomini più ricchi d’Europa per merito della concessione mineraria firmata direttamente dal re sul campo di battaglia. Non è però facile gestire una simile posizione e la sua storia si trasformerà presto in una lotta, per difendersi dagli attacchi e dalle insidie. Alla sua vita si intrecciano le vicende al femminile della moglie Marietta e delle quattro adorate figlie, tutte con il loro carattere e le loro peculiarità e tutte alla testarda ricerca di una felicità che potrebbe rivelarsi, nonostante la posizione da privilegiate, davvero difficile da ottenere. Sullo sfondo di queste vicende umane, si dipanano gli avvenimenti dell’Unità d’Italia osservati dal punto di vista di chi quella storia l’ha fatta.

Sei già al lavoro su un nuovo manoscritto?

No, in questo momento le mie energie sono completamente rivolte a far conoscere questa storia che mi ha accompagnata per tanti anni e dalla quale difficilmente potrò allontanarmi. Forse nel futuro incrocerò  altre anime del passato  da riscoprire e raccontare ma per adesso penso a questa come ad un’eventualità lontana.

 

Silvia Casini

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