Hellboy Volume 1 – Il seme della distruzione: recensione

Scritto e disegnato da Mike Mignola, Hellboy è uno dei fumetti che ha segnato gli anni Novanta.  Le storie che accompagnano l’eccentrico investigatore del paranormale (il cui nome è, appunto, Hellboy) sono un mix di ambientazioni lovecraftiane e fiabesche.

Dal primo volume, il regista Del Toro ha creato il film Hellboy, sebbene si distingua dal fumetto sotto diversi aspetti.

Ma andiamo con ordine: Ne Il seme della distruzione viene presentato il personaggio di Hellboy, facendo intuire le sui origini. Il nostro futuro investigatore del paranormale è un diavolo evocato dal malvagio Rasputin durante un rituale, organizzato da una spedizione nazista dedita all’occulto. Aggiungiamoci anche un tocco di Lovecraft e abbiamo un inizio fuori di testa.

La storia salta dieci anni dopo, quando il nostro protagonista, ormai cresciuto, indaga sulla morte del suo padre adottivo.

Come detto in precedenza, Il seme della distruzione potrebbe considerarsi un’introduzione al mondo oscuro e magico di Hellboy. Vengono presentati nemici e personaggi principali ed opera come se fosse un lungo prologo.

L’ambientazione riprende molto le storie di Lovecraft, in particolare il tema della divinità, ma mescola anche qualcosa de La casa degli Usher.

Hellboy è ovviamente un personaggio rivoluzionario per i fumetti degli anni ’90, stravolgendo il cliché del diavolo malvagio: lui indaga sull’occulto e combatte le creature del male, ha senso dell’umorismo e tiene alle persone che ama. Rispetto al film, è più serio e soprattutto non prova un sentimento romantico verso Elizabeth Sherman. I due hanno un rapporto professionale ed amichevole, nulla di più.

Rasputin, invece, è un villain stereotipato, in quanto incarna l’archetipo del sacerdote malvagio dedito tutto e per tutto al suo credo. Nel film viene introdotta una parte sua umana, come l’amore che prova verso la seguace nazista.

Il rapporto tra Hellboy e suo padre nell’albo è poco esplorato, mentre il film sottolinea che il loro legame era profondo. Una pecca per il fumetto in quanto si sarebbe potuto esplorare di più il rapporto padre/figlio.

Vengono omessi inoltre, alcuni personaggi chiavi nel primo volume, come la signora Cavendish, così come le ambientazioni e le relazioni sono state omesse (ad esempio casa Cavendish nel film non viene proprio menzionata).

I disegni di Mike Mignola sono qualcosa di eccezionale: l’utilizzo spesso dell’ombra dono un tocco di oscurità alla storia. I personaggi sembrano proprio uscire dalle tenebre. Il suo stile sembra aver influenzato gli artisti successivi, come nel videogioco di Darkest Dungeon, ma anche il ritratto di Grindelwald presente su Pottermore.

 In conclusione, Il seme della distruzione lo consigliamo a chi vuole iniziare Hellboy, ma anche ai fan accaniti.

 

Debora Parisi

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