Falla girare: recensione

Dopo l’exlpoit del suo esordio alla regia avvenuto nel 2020 con 7 ore per farti innamorare, Giampaolo Morelli bissa tale esperienza dietro la macchina da presa portando sugli schermi, quelli piccoli del canale streaming, un’esclusiva Prime Video dal 25 novembre, una nuova commedia che guarda al cinema action con occhio leggero e portando una pesante tematica partenopea sulle righe delle sue battute; Falla girare è una pellicola che promette quindi esplosioni e un certo ritmo già dalle sue assurde premesse.

In un futuro prossimo nel mondo la marijuana finirà di cessare di crescere, questo per via di un potente virus che ne ha distrutto ogni possibile traccia sulla faccia della terra.

Ma solo una piantina sembra essere resistita ed è nascosta nella villa di un gangster cinese, il quale riesce a nascondere questo bene prezioso dagli occhi dei suoi rivali in affari.

Solo che un nuovo padrone della villa, l’influencer Natan, un personaggio del web che è convinto di essere una celebrità grazie alle sue pose e ai numerosi followers che lo seguono in rete, troverà casualmente questa piantina, ed insieme ad un gruppo di sventurati personaggi, composto da suo fratello con problemi mentali (Giovanni Esposito) e loro padre al seguito (Michele Placido), più un giornalista idealista (Ciro Priello), uno spacciatore new age (Fabio Balsamo) e una ragazza poliziotta in incognito (Laura Adriani), intraprenderà un lungo viaggio alla ricerca di chi è interessato ad acquistare questa marijuana senza prezzo.

Ovviamente alle loro calcagna ci saranno criminali incalliti e uomini spietati, pronti a tutto pur di appropriarsi di questo bene, tirando fuori a fatica da Natan una vena eroica difficile da trovare.

Con una certa ispirazione che guarda al cinema oltreoceano fatto di mero intrattenimento tipico del buddy movie, Falla girare è un prodotto che mescola quante più ispirazioni possibili per creare una visione degna di nota, ricca di risate e senza una traccia di noia.

Morelli regista non parte quindi sprovveduto e costruendo questa trama che guarda innanzitutto a Strafumati di David Gordon Green, per poi capitolare in citazioni che vanno da Una vita al massimo di Tony Scott a Kick-ass di Matthew Vaughn (citazione che viene elusivamente riscontrata nella soundtrack finale) e C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino, decide di lasciarsi andare al divertimento più liberatorio possibile, costruendo una galleria di personaggi folli, tra cui il suo “eroe per caso” Natan (sagoma che risulta essere una variazione social del suo Lollolove di Song’e Napule diretto dai Manetti bros), al cospetto di un film leggero e innocuo, che non tende a prendersi troppo sul serio, neanche nel suo messaggio finale che guarda ad un mondo pro-marijuana.

In Falla girare quello che vince innanzitutto, nonostante non sia un film memorabile, è la simpatia dei suoi dialoghi esplosivi e della scelta del cast, che, oltre ai già affermati comici Priello e Balsamo del gruppo The Jackals più la partecipazione di Placido e della calibrata Adriani, comprende anche la partecipazione di un Leopoldo Mastellini versione affiliato alla camorra, magnetico nella sua caratterizzazione e nota positiva di non poco conto di questo Falla girare.

Scanzonato e facilone, questo lungometraggio è fatto per passare in allegria più di un’ora e mezza di certo cinema di genere, mostrando quell’altro lato del nostro entertainment filmico fatto di autori poco consoni a prendersi sul serio, ma ben intenzionati di sollazzare con qualcosa che venga realizzata sul filo della modestia cinematografica; e Morelli regista si dimostra quindi autore di mestiere, fortunatamente non portato ad allargare il proprio ego prendendosi troppo sul serio.

E di fronte a ciò ben venga qualche altra sua futura regia.

Mirko Lomuscio

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