Downfall: una storia d’amore in salsa horror

Avvisiamo i gentili lettori che questo articolo contiene spoiler. Se non avete giocato a Downfall, vi consigliamo di non leggere questo focus e ripassare un’altra volta da queste parti. 😉

Downfall è forse uno dei videogiochi con la trama più allegorica in circolazione, in quanto tutto ciò che vediamo o percepiamo nel gioco è frutto nella mente malata di Joe. Ogni personaggio ha un preciso ruolo nel suo subconscio e potremmo definire Downfall come “Joe in Creepyland”. Ma andiamo con ordine e lasciate che analizziamo passo per passo la storia del gioco partendo dalle origini e paragonandolo alla prima versione del gioco.

A differenza del primo Downfall, il remake affronta meglio l’origine del trauma del protagonista: la morte del fratello. Joe e la su famiglia si erano trasferiti dall’America all’ Inghilterra. Durante un soleggiato pomeriggio, incontrarono la piccola Ivy, anch’essa immigrata. Già dai primi dialoghi capiamo che lei non aveva  un buon rapporto con il padre e che l’anorressia aveva già affondato i suoi artigli nella sua psiche. I tre bambini decisero quindi di andare a vedere dove si trovava una misteriosa cassa che secondo Robert conteneva un malloppo, ma Joe dubitava delle parole del fratello. In realtà la cassa esisteva, ma non conteneva soldi, besì una bomba. Prima che Joe potesse allontanare Robert, suo fratello morì nell’esplosione, segnando un’indelebile cicatrice nell’animo del protagonista. Dopo la morte di Robert, la madre di Joe s’impiccò e il padre biasimò lui per la morte di entrambi. Joe quindi crebbe con un forte senso di colpa che lo dilanerà per tutta la vita e si pensa sia stata la causa della sua follia. Da adulto, una volta che il madre morì, reincontrò Ivy. I due non parlarono mai di quella giornata d’infanzia, ma divennero una coppia affitata. Lei era come un angelo per Joe venuto a salvarlo dalla sua miserabile esistenza. Adottarono pure un gatto, Lucifer, donato dalla protagonista di The Cat Lady. Però, ogni rosa nasconde delle spine e nell’apparente felice matrimonio, si annidiava il germonio della malattia mentale: per Joe era la schizofrenia e per Ivy l’anoressia. La ragazza divenne ossessionata dal suo peso e dall’essere perfetta. Si intuisce che ciò, come nel caso di Joe, è strettamente legato alle insicurezze che la donna ha provato durante l’infanzia. Il protagonista diviene sempre più ossessionato nel salvare la moglie, in quanto unica gioia nella sua vita dalla morte di Robert. Ivy peggiora di salute e il matrimonio va in crisi. Decidono di andare in un motel per riaggiustare il loro rapporto…

Ed ecco che qui la storia prende pieghe diverse. Ma analizziamo prima i vari membri del motel. Nella prima versione del gioco, Joe si rivolgeva a uno psichiatra, il dottor Z (Nell’originale si chiamava Zellman), che poi venne successivamente ucciso da quest’ultimo una volta che i suoi deliri peggiorarono. Nel remake il dottor Z. pare più un’emanazione della sua mente, piuttosto che una persona reale, e sembra incarnare il tentativo di razoncinio di Joe. Non a caso, resuscita Agnes che rappresenta tutte le qualità di Ivy di cui Joe si era innamorato, proprio per farlo ritornare nella realtà. Inoltre, indossa l’abito da sposa di Ivy. Una curiosità è il fatto che sono le due uniche vere figure positive.

Nel remake il motel è anche visitato dalla Signora delle Larve, nemico principale di The Cat Lady, ma qui è più un personaggio di supporto. Tramite lei, capiamo che Joe è il sesto parassita e che lei è venuta per reclamarlo. Ad avvalorare questa tesi è il fatto che Susan ha ancora il potere dell’immortalità, mentre in The Cat Lady no. Se giochiamo d’astuzia col personaggio di Agnes, possiamo farci dire il nome della Signora delle Larve: Lorelei. Come la protagonista del terzo capitolo della trilogia che dovrà uscire a breve. Quindi si suppone che i due personaggi siano lo stesso oppure siano strettamente collegati. Qui la Signora delle Larve potrebbe rappresentare il rimorso di Joe, esattamente come in The Cat Lady rappresentava la Depressione di Susan.

Il motel incarna la mente di Joe che deve fronteggiare la morte  e la malattia di Ivy, ogni personaggio rappresenta qualcosa del suo passato o della sua vita. L’uomo con l’accettà è il Joe Davis malvagio, che voleva sbarazzarsi di Ivy per vivere una nuova vita. È il sé stesso nato dall’odio e dalla sofferenza. La donna della reception rappresenta la lussuria che Joe prova e che non può soddisfare, la sua frustrazione coniugale, il desiderio di avere una donna perfetta. È un po’ la Maria di James Sunderland e come il personaggio di Silent Hill 2 possiamo decidere se cadere tra le sue braccia oppure no.

 Sophie è incarnazione dei demoni interiori di Ivy e l’ostacolo che Joe dovrà affrontare. Nel caso del primo gioco, ella rappresenta più la follia di Joe. Sophie si divide in quattro personalità che rappresentano quattro tappe della vita di Ivy: la prima è  Sophie bambina, la memoria “buona” e inoffensiva. Chiede di morire per riposare in pace. Non importa quale veleno le darete, il risultato sarà lo stesso. Se per caso vi rifiuterete di ucciderla, lei si suiciderà, ma facendo ciò vi permetterà di raggiungere il finale d’oro. La Sophie bambina rappresenta l’infanzia di Ivy, quando il disturbo era presente, ma in forma lieve.

La Sophie adulta: rappresenta le insicurezze di Ivy nei confronti della società ( incarnate da Harrison) e del genere maschile. A differenza dell a Sophie bambina, quella adulta inizia a dare segni di squilibrio, mostrando l’avanzare della malattia nel tempo.

La Sophie Grassa: come Ivy vede sé stessa allo specchio. La sua falsa rappresentazione attraverso i suoi occhi. Non a caso, è la Sophie Grassa che rapisce Ivy, ostacolando Joe, esattamente come l’anoressia pone una cortina tra i due coniugi per poter raggiungere un dialogo. Rappresenta anche i tentativi di suicidio di Ivy.

La Sophie mostruosa: l’ultimo stadio della malattia che porta alla morte. Non a caso si trova nel sogno della casa perfetta di Ivy e Joe a indicare come dietro la loro felicità, il mostro fosse sempre presente. Joe la uccide con l’arma finale, “la motosega” (che credo sia una citazione indiretta ad Ash de La Casa). Distruggendo l’ultima incarnazione di Sophie, Joe riesce a raggiungere Ivy, ma è troppo tardi: la moglie pare morta. E ancora una volta, la storia prende due tappe diverse.

Nella prima versione del gioco, scopriamo che Joe, impazzito, cercò di salvare la moglie dandole da mangiare carne umana. La donna diventò obesa e poi morì, lasciandolo completamente solo e delirante. Questo finale viene mostrato nel videogioco The Cat Lady per questo si suppone che in realtà la trilogia si muova in un multiverso, dove in uno Joe è stato la causa della morte di Ivy, mentre nell’altro universo si è dimostrato un marito che, pur instabile, amava la moglie ed è riuscito a salvarla.

Nel remake, il gioco prende un finale più romantico: Joe, nella sua mente malata, crede che potrà riportare in vita Ivy, ormai schelettrica, alla maniera “frankestein”, non a caso tale trofeo si chiama “L’impossibile”. Joe decide di sacrificare Agnes, i bei ricordi di Ivy, per permetterle di vivere. Se facciamo tutte le azioni giuste, Ivy riuscirà a risvegliarsi, liberata dalla sua malattia, e ferirà gravemente Susan, scappando col suo amato dopo aver dato fuoco al condominio dove abitavano. I due riescono a sconfiggere le malattie di entrambi e fuggono verso un futuro migliore.

Nel finale peggiore, Joe muore perché in realtà si rivelerà un bastardo che non amava sua moglie.

Nel finale neutro, Joe riesce a fuggire col cadavere di Ivy e cita il motel, facendo intuire di non essere riuscito a salvarsi dalla sua follia e che, ritornando in quel motel, ricomincerà la storia da zero.

I finali dipendono da come Joe si comporta: se si rivelasse un buon marito, sbloccherebbe o il finale buono o quello neutro, se si rivelasse un cattivo marito sbloccheremo solo il finale peggiore.

Quale sarà il finale canonico? Nessuno lo sa con certezza, dato che sembra che la trilogia si sviluppi su dimensioni parallele. Il finale brutto è legato al finale malvagio di The Cat Lady, dove Mizi è morta per il gas e Susan è diventata l’allieva di Adam.  Invece che prevenire i suicidi, aiuta le persone a uccidersi. Gli altri due finali, invece, hanno Susan e Mizi vive, quindi si presume che queste due realtà siano legate al finale d’oro e neutrale.

In conclusione, cos’è Downfall? È la lotta contro sé stessi, ma è anche una bellissima storia d’amore travestita da horror. Cosa fareste per salvare la persona che più amate in questo mondo?

Debora Parisi

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