Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi

L’ospite dell’Oracolo del tè di oggi è Francesca Diotallevi, autrice de Le stanze buie, Amedeo, je t’aime, Le grand diable e madre di Dentro soffia il vento, edito da Neri Pozza, romanzo che a pochissimi giorni dalla sua uscita ha letteralmente stregato il pubblico.
Una storia, quella di Fiamma, che sembra una favola d’altri tempi, ambientata in un paese di montagna che ricorda le ambientazioni dei fratelli Grimm, con le sue suggestioni e le ambientazioni forti. Una vicenda umana che irretisce il lettore, trasportandolo pagina dopo pagina in un mondo ruvido, fatto di fatica, amori mai sopiti e maledizioni longeve come le montagne di Saint Rhémy. Un romanzo imperdibile sulle passioni, dove i personaggi tendono la mano a chi li legge per trasportarlo nel proprio mondo, accanto al fuoco mentre fuori soffia il vento.

Quale di loro farai sedere al tavolo dell’Oracolo?

Fiamma, la ‘strega’ del bosco.

Bene Fiamma, accomodati!

Il tratto principale del mio carattere.

La diffidenza.

La qualità che desidero in un uomo. 

La compassione. Il sapersi prendere cura di chi ha accanto.

La qualità che preferisco in una donna. 

L’empatia. Il sapersi calare nei panni degli altri. E la sensibilità.

Quel che apprezzo di più nei miei amici. 

La pazienza. La mia fiducia, al pari di quella di un animale selvatico, va addomesticata poco alla volta.

Il mio principale difetto.

A volte sono tanto schietta da risultare brusca.

La mia occupazione preferita.

La raccolta estiva delle erbe per le mie ‘pozioni’. Oppure leggere davanti al camino nelle lunghe sere d’inverno.

Il mio sogno di felicità.

Una casa calda in cui siano riunite tutte le persone che amo.

Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.

Perdere le persone che amo.

Quel che vorrei essere. 

Una persona come tante. Una di cui la gente non ha paura.

Il paese dove vorrei vivere. 

Non potrei immaginarmi altrove.

Il colore che preferisco. 

Il verde del bosco. Il blu degli occhi di Yann.

Il fiore che amo. 

Il fiore di sambuco.

L’uccello che preferisco. 

L’upupa.

I miei autori preferiti in prosa. 

Cervantes e Dumas.

I miei poeti preferiti. 

Non ne ho.

I miei eroi nella finzione. 

Edmond Dantès, perché riesce a vendicarsi di ogni torto subito.

Le mie eroine preferite nella finzione. 

Cerere e Proserpina. La loro storia me la raccontava mia madre davanti al fuoco quando ero una bambina.

I miei compositori preferiti. 

Il vento che soffia tra gli alberi e gli uccelli che gorgheggiano nel bosco.

I miei pittori preferiti. 

Madre Natura.

I miei eroi nella vita reale. 

Raphaёl, migliore amico, fratello e, ora, anima che veglia su di me. Yann, compagno della mia vita. Lucien, che mi ha insegnato a leggere e a scrivere. E mia madre, che ha fatto di me ciò che sono, nel bene e nel male.

Le mie eroine nella storia. 

Le donne come me. Le emarginate. Anche se non conosco i loro nomi, sono certa che siano esistite e che il loro coraggio nell’essere ‘diverse’ e, per questo, perseguitate, fosse immenso.

I miei nomi preferiti. 

I nomi che hanno un significato per chi li dona.

Quel che detesto più di tutto. 

I pregiudizi dettati dall’ignoranza, la crudeltà verso gli animali, le ingiustizie, la guerra.

I personaggi storici che disprezzo di più. 

Gli uomini di religione che, nel nome di un presunto Dio, hanno compiuto le più basse nefandezze. I tiranni, coloro che hanno schiacciato interi popoli per affermare il loro potere.

L’impresa militare che ammiro di più. 

Nessuna. L’unica guerra a cui ho assistito ha portato via una delle persone più importanti della mia vita.

La riforma che apprezzo di più. 

Quando vivi in un bosco isolata da tutto difficilmente ti toccano le leggi degli uomini.

Il dono di natura che vorrei avere. 

Vorrei sapermi trasformare in un albero per sfuggire alla cattiveria delle persone.

Come vorrei morire. 

Saggia. Significherebbe che ho avuto modo di imparare, da questa vita, tutto ciò che occorre per lasciarla senza rimpianti.

Stato attuale del mio animo. 

Inquieto. Le domande mi mettono a disagio.

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.

Le bugie dette per amore. Anche se fanno male, riesco a capire i motivi che spesso spingono a pronunciarle.

Il mio motto. 

Dio è nei dettagli.
Grazie per aver accettato l’invito dell’Oracolo del tè!

Abbinamento goloso: la storia di Fiamma necessita di un abbinamento dolce e speziato, perciò ho pensato di accompagnare a lettura di questo splendido romanzo e di questa intervista a una semplice coppetta di gelato allo zabaione impreziosita dal tocco fruttato e aromatico del Ratafià, liquore denso e corposo il cui sapore di amarene ed erbe ricorda i boschi narrati nel romanzo.

Tempo di lettura: 4 minuti

Valentina Cebeni

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