Collezione privata: intervista esclusiva a Eveline Durand

Buongiorno, nostri affezionati lettori, benvenuti a questo nuovo episodio di “interviste esclusive”. Oggi il nostro ospite d’onore sarà Eveline Durand, scrittrice presso la Delrai Edizioni e autrice di Collezione privata, un romance dalle sfumature steampunk.

Ciao Eveline, come è nata la tua passione per la scrittura?
 
La mia passione per la scrittura è nata quando avevo 9 anni. Vedevo sempre mia madre con un libro in mano e per imitarla ho iniziato a leggere. Il primo libro è stato il libro della giungla poi mi sono appassionata alle storie di avventura e intrighi. Nasco Quindi come lettrice e grazie alla mia fervida fantasia ho iniziato a buttare giù delle brevi storie.
 
Come è stata la tua esperienza con Delrai Edizioni?
 
Ho provato a scrivere con questo pseudonimo perché volevo tentare strade nuove ed entrare nel mondo del self. Ho iniziato con la mia pagina autrice, quasi meravigliata dell’universo dell’editoria fai da te, con piccole regine che avevano le proprie seguaci e un sottobosco fatto di sorellanze, collaborazioni, codici infranti e blog tour. Non capivo cosa fosse un review party o un book trailer, ma una cosa la sapevo: ammiravo la scrittrice Malia Delrai, che aveva trovato la forza e il coraggio di aprire una casa editrice. Ho letto i suoi romanzi e sono diventata sua amica su Facebook. Un giorno, quasi per gioco, ho deciso di buttarmi e nonostante la mia timidezza le ho mandato un messaggio. Era una mossa azzardata perché il mio romanzo non era un genere molto conosciuto: lo steampunk. Lei mi ha risposto subito, è stata gentilissima, quasi non credevo che è una persona che non avevo mai visto potesse avere fiducia nelle mie capacità. Sono consapevole che una grande casa editrice ti dà visibilità, che in pratica arrivi in libreria (che poi è il sogno di ogni autore), ma come lei ha creduto in noi, io ho imparato che possiamo diventare grandi.
 
Parlaci di Julian e Stila: due personaggi abbastanza lontani dagli stereotipi presenti nel romance.
 
Collezione privata è un romanzo d’amore, però è anche avventura, mistero, sono cambiamento… Anche i suoi protagonisti, come hai già capito, non sono ordinari. Julian può sembrare il solito bello e dannato, e ha ogni ragione per avere un cuore così arido, ma al di là di giustificare il suo cinismo, durante la storia ho costruito un vero e proprio risveglio in lui. È forte e fragile al tempo stesso, e alla fine, quando si ritrova con l’animo a nudo, le parti si invertono ed è Stila a capovolgere la situazione. Lei è una donna che sembra avere ogni risposta, bella e decisa nonostante la sua delicata situazione di smemorata; eppure, invece di lottare, proprio lei si arrenderà…
 
Come mai hai scelto proprio un’ambientazione steampunk?
 
Il genere steampunk è tra i miei preferiti, forse perché amo le storie come La macchina del tempo o Ventimila leghe sotto i mari. Adoro le ambientazioni vittoriane, i vestiti datati e le regole della buona società, sporcati da macchine anacronistiche, vapore, google e creature fantastiche. Ho solo tentato di mettere tutto questo in una storia d’amore.
 
 
Cosa pensi degli sviluppi che stanno prendendo certi romance dove propongono relazioni malate?
 
Da brava bacchettona, ho criticato e critico ancora la dinamica: ragazza smidollata che sbava per il bellissimo uomo manesco. Non tollero la violenza gratuita, fine solo a spettacolarizzare una trama; se non si è capaci di costruire un intreccio interessante, senza botte e volgarità, dovremmo davvero chiederci se scrivere sia il mestiere che fa per noi o un passatempo per provocare e tirare su un po’ di soldi facili. So che non è saggio schierarsi così drasticamente, soprattutto perché non è giusto generalizzare, ma continuo a dire che preferisco un simpatico romanzo trash piuttosto che la solita storia malata, che può fuorviare anche menti più giovani.
 
Quanti tipi di guanti sociali ci sono nella storia?
 
Partendo dal ceto più povero troviamo: il guanto di Carbone, di Stagno, di Osmio e infine d’Iridio.
 
Ci sarà un seguito di Collezione privata?
 
Sto già lavorando al seguito, perché nella mia mente so già cosa voglio raccontare. Ho lasciato una lunga scia di personaggi interessanti e ho ancora molto da dire su Delia Johanson. Ci sarà un salto temporale, dove troveremo la nostra scrittrice in erba già adulta…
 
 
Come descriveresti in poche parole la società di Julian?
 
 La società dove vive Julian è tanto ipocrita, patinata e artefatta quanto cruda e sporca. Perfino la classe più agiata è costretta al giogo di un’Imperatrice che contrasta la socializzazione e fa pendere la bilancia a favore della schiavitù.
Ho lavorato per quasi quattro anni al world building di Collezione Privata e spero di non aver osato troppo, ponderando bene tutti gli elementi. Scrivere un distopico può sembrare facile, ma il rischio di fallire è dietro l’angolo. Piccola curiosità: la prima stesura del romanzo era di 290 pagine, contro le quasi 500 di adesso.
 
Ti cimenterai in altri generi?
 
Mi piace reinventarmi e imparare, per questo mi metterò alla prova con un paranormal romance (new adult), che vedrà la luce l’anno prossimo. Il mio obiettivo a lungo termine sarà riuscire a scrivere un noir o un buon thriller. Per adesso so di non essere all’altezza… ma chissà!

 

Debora Parisi

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