Coco in dvd: recensione

Uscito a dicembre 2017, il film Disney•Pixar Coco è un viaggio di colori e sentimenti intensi, una fiaba per grandi e piccini.

La storia parla del piccolo Miguel che ha un sogno del cassetto: diventare musicista. Peccato che da la sua famiglia abbia bandito tale tema a causa del comportamento di un loro antenato, costringendo il ragazzo a diventare un artigiano nella bottega dei genitori, calzolai da generazioni.

Miguel non ci sta a questa proibizione insensata e ruba una chitarra da una tomba, si iscrive alla gara musicale che si tiene ogni anno nel Día de los muertos, ma si ritrova catapultato nel regno dei morti che è, inaspettatamente, allegro e pieno di musica. Per tornare tra i vivi il ragazzo deve avere una benedizione da un suo antenato e per ottenerla si fa aiutare da Hector, scheletro ormai quasi dimenticato, che rischia di scomparire per sempre perché nessuno si ricorda di lui. I due quindi si metteranno in viaggio per il regno dei morti.

Coco è un viaggio nel lato migliore del Messico: quello legato alla famiglia ed al ricordo degli affetti.

In un’epoca materialista ed egocentrica, che preferisce il mondo virtuale a quello reale, in un perenne sogno di presente eterno, c’è qualcosa che spaventa più della morte: l’oblio. Infatti, in Coco i morti non ricordati spariscono nel nulla, in una destino atroce peggiore del decesso. Il ricordo di una persona, il suo profumo, i suoi colori, il suono della sua voce, sono un mezzo per avvicinarci ad essa quando non c’è più, mantenendola in un certo senso ancora in vita. Il ricordo è quindi il mezzo con cui provare l’esistenza di un caro defunto.

Coco perciò è un film sulla morte e sui sopravvissuti ad essa, sul perdono e sull’importanza della famiglia. Il film ci insegna anche a non lasciare che le vecchie dispute o incomprensioni possano distruggere le persone, ma anzi, bisogna affrontare tali ostacoli per poi superarli.

La famiglia assume un duplice ruolo: da una parte una forza che cerca di inibire le aspirazioni del protagonista, dall’altra l’unica cosa che può proteggerlo dalle sue stesse ambizioni.

Altro tema importante è quello della malattia: Coco, la bisnonna di Miguel, è malata di Alzheimer e fatica a riconoscere i parenti.

I personaggi sono ben delineati, ognuno ha le sue sfaccettature, e la storia presenta un villain decisamente inaspettato.

Interessante è l’influenza mitologica presente nel film. Il Dia de los muertos è una festa le cui origini risalgono alle popolazioni precolombiane, che poi vennero assorbite e rimodellate dal cristianesimo cattolico. Vi sono presenti anche gli Alebrije, figure totemiche del folklore messicano il cui ruolo è simile a quello di uno spirito guida.

In conclusione, Coco è un film non consigliabile alle persone che hanno subito un lutto recente, in quanto i temi trattati potrebbero far suscitare loro emozioni contrastanti. La Disney•Pixar si è dimostrata capace di creare una fiaba che sa trasmettere tematiche importanti in un contesto per bambini, sebbene non manchino battute che solo gli adulti potrebbero capire.

 

Debora Parisi

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