Caino di Elisabetta Cametti

Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il NYPD: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo. Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera. Una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. La coincidenza è da escludersi: nella biblioteca si inaugurerà a breve un evento artistico di portata mondiale, gemellato con la Biennale di Venezia. A Fisher servono occhi che osservino al posto suo, e Veronika è nella lista dei vip. Nel frattempo i corpi diventano due, tre. Stesso modus operandi, il messaggio è preciso benché indecifrabile. In realtà un collegamento esiste: una donna scomparsa da più di dieci anni. Ma porta a un vicolo cieco, a un altro serial killer, noto come il Sarto, che sta per essere giustiziato con iniezione letale. Cosa unisce Caino – così Fisher chiama gli assassini ancora senza identità – al Sarto? L’unico elemento ricorrente è il 29, una data che si trasforma in minaccia a New York, in un carcere di massima sicurezza in Virginia e a Venezia. Il giorno della vendetta. Il giorno dell’esecuzione. Il giorno della strage.”

L’ospite dell’Oracolo del tè di oggi è Elisabetta Cametti, la signora italiana del thriller che con la serie K,  I guardiani della storia e Nel mare del tempo, editi in Italia da Giunti e Il regista e Caino editi da Cairo ha scalato tutte le classifiche nazionali, conquistando con le sue opere anche molti lettori oltreconfine. Esperta di cronaca nera ospite fissa di Mattino 5 e responsabile della rubrica Giallo e Nero sul settimanale Nuovo, Elisabetta è anche e soprattutto una penna dallo stile grintoso e cinematografico. Spesso, infatti, i lettori delle storie di Katherine Sinclaire e Veronika Evans vedono i personaggi che le popolano muoversi in scenari di respiro internazionale, fra vicende ad alta tensione e momenti più intimi, dove i protagonisti lasciano intravedere le proprie fragilità.

Quale di loro farai sedere al tavolo dell’Oracolo?

Veronika Evans

Bene Veronika, accomodati!

Il tratto principale del mio carattere 

Non ho fiducia nell’essere umano

La qualità che desidero in un uomo. 

Sincerità

La qualità che preferisco in una donna. 

Spontaneità

Quel che apprezzo di più nei miei amici. 

Correttezza

Il mio principale difetto.

Soffro di attacchi di panico

La mia occupazione preferita.

Fotografare il male che affligge le metropoli

Il mio sogno di felicità. 

Non sogno da tempo. I sogni sono una fregatura

Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia.

Incontrare mio padre

Quel che vorrei essere. 

Capace di sorprendermi

Il paese dove vorrei vivere. 

Groenlandia

Il colore che preferisco. 

Il bianco e nero dei miei scatti

Il fiore che amo. 

Amo la natura, tutta. Senza preferenze.

L’uccello che preferisco. 

Come sopra. Ogni creatura è perfetta (tranne l’uomo)

I miei autori preferiti in prosa. 

Gabriel Garcia Marquez, Jonathan Coe, Oriana Fallaci

I miei poeti preferiti. 

I poeti maledetti

I miei eroi nella finzione. 

Ulisse

Le mie eroine preferite nella finzione. 

Principessa Leila

I miei compositori preferiti. 

Non ascolto musica

I miei pittori preferiti. 

Vincent van Gogh

I miei eroi nella vita reale. 

Albert Einstein

Le mie eroine nella storia. 

Madre Teresa

I miei nomi preferiti. 

Il nome di mia madre… è l’unica cosa che mi rimane di lei

Quel che detesto più di tutto. 

Il mio passato

I personaggi storici che disprezzo di più. 

Hitler

L’impresa militare che ammiro di più. 

La ribellione di Satsuma

La riforma che apprezzo di più. 

XIII emendamento del 1865: l’abolizione della schiavitù

Il dono di natura che vorrei avere. 

Dimenticare

Come vorrei morire. 

Consapevole

Stato attuale del mio animo. 

Prigioniera

Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.

Non so perdonare

Il mio motto. 

“Non c’è male peggiore dell’indifferenza”.

Grazie per aver accettato l’invito dell’Oracolo del tè!

Grazie a te!

Abbinamento goloso: le vicende di Venonika richiedono un’attenzione costante e grande partecipazione, perciò per godere al meglio delle sue storie consiglio un buon caffè al ginseng per le sue proprietà energizzanti da accompagnare a del croccante di cioccolato extra dark.

Tempo di lettura: 3 minuti

Valentina Cebeni

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