Annette: recensione

Poliedrico autore francese attivo da decenni ormai, Leos Carax è sempre stato un regista pronto a qualsiasi scommessa pur di portare avanti il proprio cinema, avendo dato luce a non molti titoli ma appartenenti almeno a svariati generi

L’ultima sua incursione cinematografica lo vede al cospetto di un singolare musical, un’opera ambientata nello stellato mondo dello star system e che guarda a questo luogo con occhio a dir poco critico, perché sempre pronto a sfruttare tutto ciò che fa parte di qualsiasi stato emotivo appartenente alla sincerità; promotore di questo film, Annette, è innanzitutto l’attore Adam Driver, protagonista e produttore che scommette su Carax e sulla validità del soggetto steso dal duo di fratelli Ron Mael e Russel Mael, noti ai più come gli Sparks, gruppo musicale attivo fin dagli anni ’70 e autori delle canzoni qua presenti.

Annette

Premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2021, Annette è la storia dell’amore tra il comico di successo Henry McHenry (Driver) e la cantante lirica Ann Defrasnoux (Marion Cotillard), la cui unione sotto i riflettori di ogni rivista e programma televisivo è ormai la notizia del momento, tant’è che i due convoleranno a nozze.

Tale matrimonio darà alla luce una bambina di nome Annette, la cui presenza viene costantemente lasciata in disparte a favore di una crisi esistenziale che passa tra Henry e Ann, vissuta di tragedia in tragedia finché l’uomo non noterà in sua figlia delle doti particolari, doti capaci di farlo tornare al successo e alla visibilità che una volta conosceva bene.

Narrato su una valanga di ammalianti note musicali che compongono di minuto in minuto questa parabola umana, Annette di Carax è un appuntamento che non lascia di certo diffidenti a riguardo , dato che ci troviamo di fronte ad un singolare musical, sì sfavillante e colorato, ma atto a distruggere l’immoralità che costella l’entertainment attuale, orientato esclusivamente a dare del facile successo senza valutare il lato umano delle cose.

Un lato che spesso e volentieri vede vittime i bambini stessi, perennemente figli e oggetto di facile ricerca di sensibilità nei confronti dell’opinione pubblica, sacrificati affinché chi ne sfrutta tali doti possa ottenere il proprio insensibile obiettivo di gloria.

Questo è quello che cerca di narrare Annette, un lungometraggio trainante e abbastanza arrabbiato che gioca sulla presenza dei gloriosi Driver e Cotillard per la rappresentazione dello star system attuale, lasciando sì che i due si cimentino in numeri musicali non coreografati a livello di danza, ma solo concepiti per sfoggiare delle strazianti doti canore.

Ciò che non gioca a favore di Annette però è l’eccessiva durata del film, non dannosa a suo modo per la lunghezza in sé, che si aggira attorno alle due ore e ventisei, ma per come questa stessa viene cadenzata in determinati frangenti, cioè senza alcuna voglia di ritmarsi degnamente e sfoggiando senza fronzoli ciò che il regista Carax ha da mostrare, ovviamente facendo a meno di manierismi e stili romanzati.

Un espediente che ha sì un suo perché nel mezzo di questo progetto fiume, ma che in fin dei conti mette a dura prova anche il più preparato degli spettatori a riguardo, rischiando a causa di terminate parentesi noiose di far perdere l’attenzione verso il tema tanto caro che sorregge questo affascinate musical, Annette.

Mirko Lomuscio

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