Wintersong: recensione

Pubblicato dalla Newton Compton Editori, la trama ruota attorno a Liesl, genio incompreso della musica, in una società dove le aspettative delle donne erano ristrette entro le mura domestiche. Un giorno la sorella di Liesl viene rapita dal re dei Goblin e lei dovrà addentrarsi nel regno sotterraneo per salvarla.

La fonte principale d’ispirazione è indubbiamente Labyrinth, film diretto nel 1986 con protagonisti David Bowie e Jennifer Connelly, di cui l’autrice a fine libro ha ammesso di esserne fan. La seconda è l’Erlköning, poema di Goethe e trasposto nella musica da Franz Schubert. 

L’Erlköning è il re degli elfi o dei Goblin (nelle mitologia spesso i vari membri del popolo fatato sono interscambiabili), una figura misteriosa, a tratti trickster, a tratti malvagia; una creatura  seducente che attrae le persone nel suo regno oscuro.

Il libro presenta un’atmosfera surreale e claustrofobica. Non è solo il sottosuolo a imprigionare la nostra protagonista, ma anche la vita domestica, la sua famiglia, che non riconosce il suo dono, preferendo investire le loro aspettative sul fratello violinista. Liesl è una ragazza che fin dall’infanzia ha sacrificato se stessa, dimenticando i suoi sogni. E sarà proprio il re dei Goblin a ricordarglieli.

Il tema del sacrificio è presente ancora nelle vesti del sovrano: la corona ha un peso, richiede dei tributi per permettere l’ordine del mondo. Il re dei Goblin soffre della sua condizione, ma ha abbandonato il suo vecchio sé per poter salvare una situazione altrimenti insostenibile. Sia lui, che Liesl sono molto simili nelle condizioni, per quanto vengano da background familiari diversi.

La musica è l’elemento trainante dell’intera storia. Entra nella vita dei personaggi, guida le loro anime, risveglia loro ricordi assopiti. Non a caso la famiglia di Liesl è una famiglia di violinisti, la protagonista fin dalla primissima età componeva opere, alla pari di Mozart; il re dei Goblin fonde la sua magia nella musica. Vengono citati naturalmente anche i più grandi musicisti del XVIII secolo, epoca in cui è ambientata la storia. Ho apprezzato inoltre la ricostruzione fedele della mentalità del periodo, così come l’accurata ricerca del folklore tedesco.

I personaggi sono ben caratterizzati, anche se la protagonista presenta delle lacune che sono una delle pecche fondamentali del libro. Non si capisce l’ossessione che ha per la bellezza. Per tutto il libro si fa complessi di inferiorità anche quando non è presente la sorella, senza un motivo preciso. Questa ossessione fuori luogo, sommata alle continue paturnie e pensieri tormentosi nei confronti del re dei Goblin, hanno reso un po’ odioso il personaggio.

Interessante è la relazione tra i due: mentre lui sembra provare amore sincero per lei, la protagonista prova un sentimento che è più una feroce lussuria che qualcosa di puro. Liesl è una ragazza soffocata dalle aspettative degli altri che, una volta liberata, diventa una donna dalla passione insaziabile e travolgente.

Insomma, Wintersong è una fiaba oscura, dove musica, leggende ed emozioni si intrecciano, e descrive una relazione bipolare tra due persone incatenate ai propri ruoli.

 

Debora Parisi

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