The marriage

Continuano i racconti scritti da Samanta Crespi e ispirati al film Ladyhawke del 1985 diretto da Richard Donner.

Buona lettura!

Lei si sistemò, per l’ennesima volta, la decorazione floreale tra i capelli, le margherite e le campanule non ne volevano sapere di stare al loro posto tra le ciocche della treccia biondo cenere.

Si specchiò un’ultima volta e nervosamente lisciò le pieghe del lungo abito verde che aveva indossato per quel giorno così importante, le foglie d’edera della passamaneria dorata emanarono un lieve bagliore, mentre Isabeau finì di legarsi la lunga cintura alla vita, lasciandola cadere morbida sui fianchi.

“Sono in ritardo e non sta bene che lo sia proprio il giorno del matrimonio” si ammonì fra sé e sé, sicuramente tutti la stavano aspettando.

Trasse un profondo respiro e uscì dalla propria stanza, era pronta, o almeno lo sperava.

Le gambe dapprima spedite, non appena si avvicinò alla cappella vivacemente adornata da fiori e ghirlande, smisero di rispondere ai comandi di Isabeau, iniziando a tremarle visibilmente.

La giovane druida varcò l’ingresso della chiesetta adiacente all’Academia.

Erano tutti lì: maghi, druidi, gente comune e persino Callisto.

Lo stregone brillava fra tutti i presenti per eleganza e portamento, la sua inconfondibile figura svettava per la capigliatura bianco-celeste e la tunica nerissima impreziosita da sottili fili argentei.

Lo sguardo di Isabeau però si fermò su un’altra persona: lo sposo.

Vargas Simenon era bello come non lo era mai stato, l’abito blu scuro che indossava per l’occasione ne fasciava il corpo e i muscoli, mettendone in risalto la corporatura slanciata. Il volto era tirato, ma quando il mezzelfo incrociò lo sguardo di lei, si rilassò lasciandosi andare in un lieve sorriso.

Isabeau deglutì per l’emozione e iniziò a percorrere la piccola navata verso il mago dai capelli corvini.

Ogni suo passo rimbombava nel silenzio dell’attesa, persino il respiro di lei sembrò risuonare assordante tra le volte di pietra.

Non aveva percorso che pochi passi quando fu fermata dal tocco gentile, ma fermo di Callisto, lo stregone le rivolse un’espressione comprensiva e dolce e le sussurrò: “Sei bellissima”. Isabeau spostò lo sguardo dal mago sull’altare verso lo stregone, come per ringraziarlo di quel complimento, non fece in tempo a proseguire perché una dolce musica inondò la sala.

Dal fondo della chiesa, pochi attimi dopo, e sotto gli sguardi di tutti, fece il suo ingresso la sposa.

Vivian, una ragazza dagli occhi scuri e dalla pelle ambrata, fasciata meravigliosamente nel suo lungo abito color avorio, che ne esaltava i corti capelli neri. Lentamente, ma senza esitazione, la giovane sposina andava verso il mago Vargas, annullando la distanza tra lei e il suo futuro consorte.

Isabeau abbassò lievemente lo sguardo e si accostò a Callisto che, con fare protettivo, le cinse la vita con un braccio.

“Lo sai tesoro che non è carino oscurare la bellezza della sposa?” Sussurrò lo stregone, cercando di strapparle un sorriso.

“Sei sempre il solito…” rispose lei, sottovoce, posandogli il capo sulla spalla.

In quel momento, con Callisto accanto, a Isabeau sembrò tutto più sopportabile, persino il matrimonio del padre di suo figlio con un’altra donna, che non fosse lei.

 

Samanta Crespi

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