Sulla infinitezza in dvd: recensione

Cineasta svedese con alle spalle un lungo seguito che parte dalla fine degli anni Sessanta, Roy Andersson solo recentemente è divenuto noto alle grandi masse, grazie al clamore ottenuto nel 2014 dal fenomenale Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, insignito del Leone d’oro per il miglior film alla Mostra del Cinema di Venezia.

Cinque anni dopo, nel 2019, Andersson si è dedicato a Sulla infinitezza, lungometraggio che, come il precedente, si sorregge su una trama fatta di tante storielle raccontate con macchina fissa quale finestra sul mondo.

Ciò per mostrare tutto il lato tragico e sarcastico dell’umanità, mettendo a nudo quanto di più ridicolo vi è nelle reazioni di ogni essere umano.

Con una voce narrante femminile ad accompagnare il tutto, Sulla infinitezza è quindi un collage di mini episodi concepiti come fossero quadri da vedere in una mostra, inscenando le assurdità della vita e chi popola tali parentesi inverosimili facendosi partecipe di una costruzione esistenziale toccante e profonda.

Senza che il lato ironico si faccia da parte, in quanto vi è modo di ridere parecchio a denti stretti.

Accattivante e leggero, come quei due personaggi che volano in cielo ad inizio visione e che troneggiano anche nella locandina del film, Sulla infinitezza ci ricorda a modo proprio come l’esistenza e il destino siano elementi non dissimili di fronte alla compiutezza umana, giostrando con la sua efficace tecnica un prodotto che riesce nuovamente a far emergere tutto il lato migliore di questo regista.

Inutile non notare come la maestria tecnica del suo occhio allenato si renda immensa, con una fotografia a dir poco favolosa (a cura di Gergely Pálos) che non fa neanche a meno del ritocco digitale, acquisendo maggior valenza scenica come a voler ricreare su fotogramma dei ritratti viventi e parlanti. Ritratti da una parte assurdi e comici quanto basta, dall’altra fondamentali e toccanti.

Qui è la vita che rincorre l’arte, e quest’ultima si moltiplica in varie vesti, che sia filmica o fotografica, attraversando luoghi ed epoche come nulla fosse (anche Adolf Hitler e Ivan il Terribile vengono chiamati a giudizio) e mostrandoci quanto l’esistenza non risparmi nessuno quando c’è da fare i conti col destino.

Ed è sempre un piacere notare come Andersson sia capace di rendere alla perfezione questa idea, grazie ai suoi segmenti a camera fissa con personaggi incorniciati in una serie di totali che dire efficaci è dire poco.

Insomma, Sulla infinitezza è un’ennesima lezione di cinema da parte di questo autore di grande caparbietà, insignito del Leone d’argento per la miglior regia al Festival del Cinema di Venezia del 2019.

Disponibile in dvd grazie a CG Entertainment (www.cgentertainment.it) per Wanted – Cinema Ricercato, con extra rappresentati dal trailer del film e da quelli di altri due di appartenenti alla stessa collana.

Mirko Lomuscio