Persi nella pioggia: recensione

Vi ricordate di Hansel e Gretel oppure di Pollicino? Un gruppo di fratelli persi nella foresta, in balia di streghe ed orchi. Naturalmente nelle due fiabe i bambini riescono a salvarsi e a prevaricare sui mostri. Ma cosa succederebbe se i bambini perduti entrassero in un’altra dimensione, dove creature acquatiche li braccassero, giocando coi loro sentimenti? Cosa succederebbe se spingessero questi poveri bambini a litigare e a frantumare il gruppo, permettendo di essere divorati uno a uno dalle Pluvarpie?

Persi nella pioggia vi catapulterà in una storia survival horror che potrà affrontare diverse ambientazioni: ottocentesche, odierne, steampunk, fantasy ecc, i punti in comune sono due: solo un bambino sopravviverà alla fine dell’ avventura e nell’ambientazione scende costantemente la pioggia. Dopotutto, siamo nel territorio di caccia delle Pluvarpie, creature acquatiche mutaforma.
Le meccaniche di gioco sono le seguenti: bisogna crearsi un personaggio rispondendo alle domande. Ogni avventura è divisa in capitoli. Il bambino del primo capitolo viene estratto a sorte. Una volta che il giocatore interpreta il bambino protagonista del capitolo, parla in prima persona. Gli altri giocatori interpretano l’Avversità, una forza narratrice esterna, che introduce ostacoli (come l’apparizione della Pluviarpie), descrive i sensi ed i sentimenti del protagonista e le azioni dei suoi compagni. Insomma, nel gioco un po’ tutti sono il Master, a differenza di GDR come Dungeons and Dragons o Pathfinder.
I legami, invece, sono molto importanti per rimanere in vita: li si perde incontrando Pluviarpie, litigando oppure avendo pensieri malevoli. Si acquistano legami, invece, collaborando, regalando qualcosa ad un altro bambino oppure difendendolo. Se un bambino perde tutti i legami, diventa ufficialmente un perduto, scomparendo ed indirettamente venendo divorato dai demoni acquatici.

Persi nella pioggia è uno dei GDR più cattivi a cui io abbia mai giocato, non solo per l’ambientazione oscura e fiabesca, ma anche per le tematiche trattate: se giocato bene, sa rivelarsi un’avventura matura ed inquietante. Potrete affezionarvi ai vostri compagni e vederli morire uno ad uno mentre affrontano le proprie paure. Il sopravvissuto, d’altro canto, si porterà diverse cicatrici emotive e psicologiche. Persi della pioggia è quindi una sorta di Silent Hill, ma invece di essere in un mondo nebbioso, nella città la pioggia cade incessante, comprendo i pianti dei bambini perduti e lo sgranocchiare di una creatura su un corpicino inerme.
L’autrice del gioco, Vivien Feasson, recentemente ha pubblicato un seguito del gioco, Libreté, narrando di cosa è successo ai bambini perduti nella dimensione della Pluviarpie. Effettivamente non tutti sono stati divorati, i sopravvissuti hanno creato una fortezza per accogliere altri perduti come loro. Purtroppo gli ostacoli non verranno solo dai demoni acquatici, ma anche dall’animo umano.
Attualmente il sequel è solo in francese.
Se per caso vorreste vedere una sessione in anteprima, prima di acquistare il gioco, consiglio vivamente di guardare la partita nel canale de Giù lo schermo.

Debora Parisi

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