Odio l’estate: recensione

Quando li avevamo visti per l’ultima volta insieme sui grandi schermi non è stato proprio per un titolo indimenticabile (Fuga da Reuma Park), senza contare il tentativo solista compiuto da almeno uno di loro (il recentissimo Scappo a casa con Aldo Baglio); ora Aldo, Giovanni e Giacomo, nonostante la decantata separazione dalle scene, ha pensato bene di tornare al cinema con un’ulteriore pellicola, chiudendo così magari un cerchio artistico che li ha visti beniamini dei nostri cinema.

E per fare ciò hanno pensato bene di richiamare al proprio cospetto un’altra loro vecchia conoscenza, ovvero quel Massimo Venier regista dei primi cinque film interpretati dal trio, quelli che vanno da Tre uomini e una gamba a Tu la conosci Claudia?, sbancando puntualmente ogni volta il box office; con Odio l’estate tentano quindi di nuovo il colpaccio, interpretando una commedia a sfondo vacanziero che porti con sé però anche un velo di malinconia.

La storia è quella di tre uomini sposati con mogli e figli al seguito; il truffaldino Aldo Baglio, il preciso Giovanni Storti e il fiscalista Giacomo Poretti, un trio di personaggi che si ritrovano sventuratamente sotto lo stesso tetto in una casa presa in affitto per le vacanze al mare.
Questa convivenza forzata li costringerà a conoscersi meglio l’un l’altro, andando verso a qualche disavventura come anche a qualche cambiamento esistenziale, portandoli a solidificare un’amicizia inaspettata.

Vero che ormai i nostri tre comici sembravano bolliti, senza una benché minima voglia di creare chissà quale film o chissà quale trama compiuta, eppure Odio l’estate ce li restituisce ben stagionati, vogliosi di regalare al proprio pubblico quel tipo di ironia che li ha lanciati più di vent’anni fa e che ora viene rielaborata per la loro età avanzata, con qualche scorcio crepuscolare verso un epilogo spiazzante.

Sarà la mano sicura di Venier, il quale sembra conoscere bene la materia comica elaborata da Aldo, Giovanni e Giacomo, tant’è che Odio l’estate risulta essere una commedia fresca e ben gradita, certo non ai livelli dei loro primi titoli (e neanche di una piacevole pellicola come La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese), ma almeno sa gestire quei loro tempi nelle battute come ormai da un po’ non si notava, senza contare che l’opera in sé risulta essere una versione riveduta del Ferie d’agosto di Paolo Virzì, paragone da prendere molto alla lontana, giusto a livello citazionista.

Ed in quanto a citazioni non possono mancare quindi in questo film anche richiami ai cavalli di battaglia di Aldo, Giovanni e Giacomo (Tre uomini e una gamba su tutti, con tanto di revival della partita di pallone in spiaggia), arricchito dalla presenza di un cast secondario che vede le attrici Maria Di Biase, Carlotta Natoli e Lucia Mascino come mogli dei tre protagonisti, ed in più anche una parentesi romantica adolescente con i figli di Aldo e Giovanni (interpretati rispettivamente da Edoardo Vaino e Sabrina Martina) e una esilarante con un Michele Placido versione carabiniere dai metodi discutibili.

Diciamo però che non manca una certa superficialità di scrittura in questo film (script ad opere dei tre protagonisti più Venier stesso, Michele Pellegrini e Davide Lantieri), la quale fa entrare ed uscire personaggi di supporto interpretati da attori guest (Roberto Citran, Carlo De Ruggeri e Massimo Ranieri nei panni di se stesso) senza un vero senso logico, ma alla fine Odio l’estate riesce nell’intento di ridarci i nostri beniamini in un contesto piacevole, degno della loro comicità e possibile titolo di chiusura di una carriera più che dignitosa, giusto per farci tirare un rilassante sospiro di sollievo.

Mirko Lomuscio

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