Medium Saga – Persa nel tuo riflesso: recensione

Pubblicato nel luglio del 2017, l’autrice M.P. Black ci presenta il primo libro di tre: Persa nel tuo riflesso. Coraggiosamente auto pubblicato e disponibile su Amazon, questo primo libro è un dark fantasy in piena regola: le atmosfere dark, spesso gotiche, scure, estremamente affascinanti, faranno entrare i lettori in un limbo che li estrarrà dal mondo.

L’intreccio della trama è abbastanza ben strutturato per quanto si possa capire una certa banalità che, spesso, fa scadere il libro. Protagonista è Emmanuelle, una ragazza che ha vissuto un trauma terribile: la morte della madre in un incidente automobilistico. La storia è ambientata in Inghilterra, Londra, e la nostra protagonista ai tempi di questi fatti ha appena vent’anni. A causa della terribile perdita, la ragazza cadrà in una depressione profonda, oscura (e si vedrà molto bene qui l’anima dark del libro). Proprio per questa terribile sofferenza, la ragazza deciderà di trasferirsi in Cornovaglia, nella cittadina di  Green Coast, a casa della zia. Ma sarà qui che il mistero esploderà in lei: infatti, la giovane è in grado di comunicare con Micheal, un affascinante, misterioso e bellissimo spettro intrappolato nello specchio della villa. Emy è una potentissima Medium. Però, come sempre, qui arriva l’elemento “triangolo amoroso” fra lei, Antony, affascinante rampollo biondo, e lo spettro stesso. Inoltre, arriverà un uomo che cercherà di rubarle i poteri e non solo: vorrebbe levarle la sua stessa identità.  

La struttura dei personaggi, all’inizio prometteva particolarmente bene poiché la sofferenza di Emmanuelle è gestita con maestria e l’autrice è stata particolarmente brava in questa parte. Purtroppo, devo segnalare, che successivamente le cose non vanno così: da quando arriva lo spettro e si va a creare il “famoso” triangolo amoroso, purtroppo, il livello del romanzo scende. In particolare i personaggi iniziano ad essere banalizzati. Per quando la protagonista mantenga sempre un certo spessore, non posso dire altrettanto degli altri: sembrano ruotare attorno a lei (tranne qualcuno; menzione d’onore per l’amica Antoniette).

Nonostante questa mancanza relativa ai personaggi, non posso dire assolutamente nulla contro il modo di scrivere: chiaro, coinvolgente. Nonostante alcune cose possa far storcere il naso, la scrittura, l’abilità dell’autrice non fa chiudere il libro, spingendo a girare le pagine e a voler capire cosa accade dopo. Inoltre, va assolutamente segnalato che si crea un alto grado di empatia fra la povera protagonista Emy (che ne passerà di tutti colori) e i lettori: ciò, senza ombra di dubbio, è fondamentale. Sintatticamente funziona molto bene come romanzo, per quanto si può fin da subito denotare una semplicità che però non sfocia mai nell’estremo o nel fastidioso. Proprio questa semplicità fa in modo che questo libro possa essere letto da tante tipologie differenti di persone. Un discorso un po’ simile a quello di Cinquanta sfumature di grigio relativamente alla semplicità? Penso proprio di sì.

In ultima analisi: consiglio questo libro? Sono stata molto combattuta durante la sua lettura, spesso mi piaceva ed ero spinta ad andare avanti, altre volte proprio no. Lo consiglio a chi non pretende molto.

 

Manuela Vitale

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