L’inquietante bottega delle piante fatali: recensione

L’inquietante bottega delle piante fatali, scritto da Danilo Arona, è un’antologia di racconti il cui filo conduttore gira attorno a Martino Tavaglione, proprietario di una bottega molto particole, dove sono presenti erbe ed oggetti arcani. 

Ovviamente, una clientela bizzarra, formata da maghi, scrittori folli ed assassini frequenta la bottega.

Ogni storia è a sé stante, ma ognuna di esse mostra un lato della vita di Martino. L’atmosfera che si respira è quasi surreale.

Ogni racconto presenta sia una spiegazione paranormale che razionale.

La natura dualistica è uno degli elementi forti dell’antologia.

Vi saranno anche citazioni al film e libro de L’esorcista, in particolare con la figura di Padre Merrin.

Un lato negativo è che purtroppo alcuni racconti presentano dei buchi oscuri di trama, come l’amico di Martino, scomparso nel buio.

Martino decide di andarlo a cercare, ma non si conosce il risultato delle sue indagini.

In conclusione, L’inquietante bottega delle piante fatali è un libro che intrattiene, sebbene sia più un romanzo surreale, piuttosto che un’antologia horror.

 

Debora Parisi

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