Le nonne: recensione

Ci sono libri che entrano nelle nostre vite secondo percorsi inattesi.

Ho visto il film Due madri (Two mothers – Adore) di Anne Fontaine attratta dalla presenza di Robin Wright. Non sapevo quale fosse il soggetto, né che fosse tratto da un racconto di Doris Lessing, uno dei miei riferimenti letterari di sempre. Il film mi ha stregata, per delicatezza e atmosfere, per la bravura degli interpreti, (belli di una bellezza assoluta, ma mai patinati e mai finti) e per la fotografia straordinaria.

Case sulla spiaggia, nuotate interminabili, asciugamani e sabbia, tramonti e cene a lume di candela in molte notti di un’estate infinita. Troppi elementi che, tutti insieme, ho sentito molto vicini.

Mentre scorrevano i titoli di coda, ho letto: Doris Lessing.

L’indomani sono corsa nella libreria sotto casa, a Torino.

“Due madri”, ho chiesto.

“Non esiste”, mi ha risposto Marco.

“Come non esiste”.

Dopo una rapida ricerca, abbiamo scoperto che il libro della Lessing ha titolo Le nonne e che non di un romanzo si trattava bensì di una raccolta di racconti ripubblicati da Feltrinelli.

Solo tre racconti, il primo dei quali Nonne conteneva il soggetto del film.

Non è mai convenzionale Doris Lessing. La sua grandezza sta nel trattare qualsiasi tema in un modo completamente diverso da come ci si aspetterebbe. Non le interessa essere politicamente corretta. Indorare le pillole. Rendere i suoi personaggi integri o etici a ogni costo. Le interessa essere vera, e ci riesce, con la maestria e la classe che l’hanno resa eterna. Così Nonne non parla di incesto ma di amore e solitudine; Victoria e gli Staveney non parla di razzismo ma di coraggio, e Il figlio dell’amore non parla di amore, ma di guerra.

Le pagine sul viaggio di una nave della Marina inglese che trasborda i giovani soldati al campo di destinazione, dovrebbe stare sui libri di scuola per far capire ai ragazzi cosa è l’orrore della guerra.


Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007, ha scritto di donne, d’amore, di gatti, di emancipazione, di dolore e di ingiustizia, di Inghilterra e d’Africa. Ci ha lasciati nel 2013.

 

Eleonora Carta

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