Le intolleranze alimentari esistono?

In un mondo fatto di bombardamenti mediatici, mode e libere interpretazioni, non si capisce più se usare questa frase in modo affermativo o contrario.
La cosa che più spaventa è che gli stessi medici o gli operatori del settore sono divisi e, a volta contrapposti in maniera anche feroce.
Io nel mio piccolo ho cercato di fare chiarezza in me e lavorare con coscienza e … Scienza.

La letteratura scientifica è a volte chiara, a volte di dubbia interpretazione.

In un mondo però che vede l’intestino quale organo centrale e responsabile anche di patologie che vanno dall’Alzheimer, all’autismo, all’infarto o all’ictus, farei attenzione quando decidiamo di mettere o togliere alimenti e darei importanza al momento pasto quale atto ricreativo e rigenerativo.

Un alimento essendo un oggetto con composizione chimica differente dai nostri tessuti e complessato poi in fantastiche ricette a volte degne di trattati alchemici, viene lavorato dal nostro corpo come se fosse un vero e proprio trapianto. Si genera quindi, subito dopo il pasto, un momento di iper-istaminismo (molecole segnale di infiammazione tipo quelle delle allergie).
Ogni alimento genera le sue molecole di infiammazione specifiche che rientrano nel giro di 12/24 ore.

Quando però la nostra alimentazione diventa anche solo inavvertitamente monotona, ad esempio mettendo sempre il prezzemolo nel pasto senza variare, il mio intestino inevitabilmente genererà delle risposte infiammatorie a quell’alimento: non ce la fa più ed ecco che si diventa intolleranti. Ciò crea fenomeni infiammatori silenti o a volte malesseri che non sempre sono riconducibili a quell’alimento che si ha sempre mangiato nella propria vita.

Ci possono essere poi fenomeni di intestino infiammato o danneggiato che portano ad una incompatibilità con più alimenti e quindi si generano delle istamine (IgG4 mediate) che causano le allergie alimentari di tipo 2 con fenomeni che vanno dal gonfiore, al colon irritabile, alla psoriasi o stanchezza e depressione o ancora dermatiti improvvise e inspiegabili.
Diverso è parlare di allergie IgE mediate dove la risposta istaminica è così importante da causare shock anafilattico, ma questo si genera in risposta ad un enzima di digestione specifico deficitario.
Come si può vedere l’argomento è variabile, complesso e molto rilegato alla persona.

Alla base della salute restano i principi dell’autocontrollo, della variabilità alimentare, della preparazione dei cibi in modo intelligente e semplice, dell’eventuale diagnosi fatta da macchine ma interpretata dall’uomo in grado di leggere i dati e ascoltare il paziente.

Consiglio sempre di fare la spesa variando e sperimentando, non focalizzandosi su un unico rivenditore, cambiando prodotti, combinandoli diversamente e cucinandoli poco rispettando le loro caratteristiche.

È un lavoro, è vero, ma noi non meritiamo attenzioni per noi stessi? È inutile curare l’involucro senza curare il contenuto, anche perché pelle e intestino sono parti di uno stesso “organo”.

Concludo con due frasi: le intolleranze esistono! Le intolleranze persistono? Le memorie del corpo sono massimo di 12 mesi perciò se parlo di intolleranza semplice ce la caviamo con giorni (1-90 giorni) se IgG mediate 10-12 mesi di astinenza dall’alimento. Diverso è per le allergie da IgE che saranno presenti tutta la vita essendo basate su una reale mancanza enzimatica.

Quindi buona spesa … Con cura e amore!

 

Testo Dottoressa Samantha Di Geso

 

 

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