La vita non è facile, e allora?. Lettere di un genio forte e curioso: recensione

La vita non è facile, e allora? È vero, Marie Curie ha avuto una vita tutt’altro che facile: dalla morte del marito, ai pregiudizi di cui è stata vittima per tutta la vita, alla bomba scoppiata all’apice del suo successo a causa della sua relazione con un uomo sposato, alla guerra… sì, non ha avuto una vita facile ma è riuscita ad avere successi incredibili: due premi Nobel, lauree ad honorem, cattedre all’Università di esclusivo appannaggio maschile per l’epoca, scoperte scientifiche fondamentali (ne dico una: il radio) e così via dicendo.

La casa editrice L’Orma approfondisce, con lettere e commenti sulla vita della scienziata, l’enorme figura di Marie Curie, in un libro innovativo, in forma spedibile, curioso e piccolo – ma pieno di contenuto.

Si parte dal 1864, anno in cui Maria Sklodowoska conosce il futuro marito Pierre Curie, conoscendo la vita quotidiana della scienziata naturalizzata francese: dalla scoperta del polonio, alla grandezza del radio. Passando attraverso quell’orribile evento che è la morte di Pierre, si conosce una nuova Marie – che, intanto, francesizza il suo nome – molto più triste e sola, che sfoga la sua enorme frustrazione e senso di solitudine nell’amato laboratorio, con scoperte una più sensazionale dell’altra in soli cinque mesi.

Non a caso, lei stessa scriverà che scoprendo il radio, nascerà sicuramente una nuova branca del sapere scientifico (e così sarà). Incontreremo una differente Marie, appassionata, innamorata di un uomo sposato, Paul Langevin.

Amore che le porterà non poche grane: quando anche a Stoccolma si seppe della sua relazione clandestina, il suo ritiro del secondo premio Nobel vacillò per un attimo. Ma ci può essere qualcosa di più pericoloso di una donna ferita nell’orgoglio?

Magari vedendosi togliere un premio così importante, ambito, per un gossip e una vendetta in mondo così maschilista? In risposta alla Commissione, infatti, Marie scriverà una lapidaria lettera, mostrando il suo carattere forte e fiero. Incassando un colpo duro come la perdita della candidatura all’Accademia delle Scienze francese, Marie saprà rialzarsi e farsi poi conoscere e ricordare come la sorella di Prometeo.

Dopo la guerra, le sue ricerche continueranno, infatti dal 1921 comincerà un tour per l’America fondamentale per la sua figura, ben documento con queste lettere. Ma le lettere di cui ho letto non riguardano solo questo, infatti, amico di Marie era Einstein e fra i due, soprattutto dopo la guerra, ci saranno diversi scambi di lettere.

In appena sessantadue pagine, la figura di Marie Curie viene fuori, si fa conoscere, amare, e il piccolo libro finisce con una frase scritta di proprio pugno della scienziata a dir poco significativa: “Cosa saremmo senza la curiosità dell’intelletto? Proprio questa è la bellezza e la nobiltà della scienza: l’inestinguibile desiderio di ampliare le frontiere del sapere, di braccare i segreti della materia e della vita senza avere idee preconcette sulle loro eventuali ripercussioni”. 

 

Manuela Vitale

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