La ragazza di Brooklyn: recensione

La ragazza di Brooklyn è la mia prima esperienza con un romanzo di Guillaume Musso, scrittore francese venerato in patria e acclamato nel resto mondo.

Musso ha uno stile narrativo molto chiaro e scorrevole, ma allo stesso tempo originale, che tiene il lettore incollato non solo alle pagine, ma anche alle singole parole, grazie alla ricercata scelta linguistica.
E’ bravissimo a creare la suspense nella storia e a trasmetterla perfettamente al lettore, ma quello che mi ha particolarmente colpito è l’estrema chiarezza con cui riesce a raccontare argomenti politici e scientifici, riguardanti le indagini che narra durante la storia, che in questa maniera non stanca mai.

La ragazza di Brooklyn è un romanzo in cui gli eventi narrati sono vasti e spesso, nel corso della storia vengono introdotti nuovi personaggi, o semplici comparse, ma tutto ciò non confonde mai il lettore.
Musso è un maestro di chiarezza. Descrive con dovizia di particolari scientifici  e politici un’indagine di polizia rimasta irrisolta da più di dieci anni.

Sullo sfondo una storia d’amore, motore che mette in atto tutta la storia e carburante che permette al protagonista, lo scrittore Raphael Barthélémy, di non arrendersi nel cercare Anna, la sua fidanzata, che dopo un litigio che ha lasciato entrambi sconvolti,  dovuto ad una rivelazione raccapricciante sul passato della ragazza, sembra sparita in un buco nero.


Durante tutta l’indagine Raphael viene affiancato dall’amico Marc Caradec, ex poliziotto, e da molti altri personaggi legati tutti tra loro, inconsapevolmente, da un unico segreto.
L’ambientazione del romanzo si svolge tra Parigi e New York in un ritmo incalzante di eventi che portano i personaggi a districasi tra indizi che nello sconcerto li condurranno fino agli alti vertici politici americani.

La storia è davvero interessante, ma lo sono anche i profili psicologici descritti, personaggi forti e di carattere, ma ognuno con il suo scheletro nell’armadio che si trasforma in tallone di Achille.

Alleanze improbabili si creano durante lo scorrere della storia, mosse dall’amore che ognuno prova ancora nei confronti di persone perdute in circostanze collegate tra loro che costruiscono piano piano un puzzle perfetto che culmina in un finale con grande colpo di scena che non delude!

La ragazza di Brooklyn è un libro bellissimo, reso ancora più intenso dalle  citazioni che Musso sceglie di annotare all’inizio di ogni capitolo, che racchiudono l’essenza della narrazione psicologica dell’argomento che sta per trattare.

Lo consiglio assolutamente!

Buona lettura.

 

Marilena Cracolici 

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