Intervista a Katya Longhi: una vita a colori

Buon lunedì a tutti i lettori di Upside Magazine!

Oggi ho il piacere di presentarvi un’illustratrice italiana dall’indiscusso talento: Katya Longhi.

Nata nel 1984 a Modica, a diciannove anni parte per Firenze per studiare all’Accademia di Belle Arti. Dopo la laurea si iscrive all’Accademia di Arti Digitali Nemo NT, dove inizia il suo percorso di illustrazione.

Negli anni di studi partecipa a numerosi Workshop di animazione e illustrazione con i più grandi artisti di casa Disney Pixar, Aardman e tanti altri.

Nel 2012 pubblica la sua prima collana di libri per un editore americano. Inizia così il suo lungo percorso di pubblicazioni di libri per bambini in Italia, Francia, Inghilterra, USA, Emirati Arabi e altri ancora.

Tra le sue collaborazioni: Mondandori, Einaudi, Giunti, DeAgostini, Auzou Edition, Cottagedoor, IseeMe, Parragon, Kalimat, Edition Lito, Lumacomm, Fleurus Edition.

 

Attualmente lavora a tempo pieno come illustratrice freelance di libri per l’infanzia.

Benvenuta su Upside Magazine, Katya. Cominciamo con una domanda di rito: quando ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione?

Ciao ciao a tutti, grazie per aver pensato a me e per questa intervista. 🙂 Beh, inconsciamente credo proprio all’età di 6 anni, sai, quando inizi a disegnare per i concorsi della parrocchia, o quando disegni per quei concorsi della provincia, etc etc. Ho sempre disegnato moltissimo, da quanto ero una poppante. Concretamente e realisticamente, mi sono avvicinata molto al mondo dell’illustrazione mentre frequentavo l’Accademia di belle arti, dovrei ringraziare principalmente il mio insegnante di anatomia che mi consigliò l’Accademia di arti digitali Nemo NT, poi i professori di decorazione e digital video, coi quali ho iniziato un percorso, che poi si è sviluppato nella seconda Accademia. 🙂

Perché hai scelto il target dell’infanzia?

Perché, non c’è un perché, me lo sento dentro, sento questa parte buffa e infantile che mi perseguita ogni giorno, guarda caso il mio libro preferito è il Piccolo Principe, quel bambino dentro di me non mi ha abbandonata mai. 🙂

Quali sono le tue fonti di ispirazione e qual è il tuo illustratore preferito?

Beh, all’Accademia di Arti digitali sono venuta a conoscenza dell’esistenza di Mary Blair, mia musa ispiratrice, anche se ha ben poco a che fare con quello che faccio io, direi che rimane anche la mia preferita in assoluto. Ce ne sono moltissimi tra i miei preferiti, quell’indiscussa rimane comunque Mary. 🙂

Il tuo modo di dare forme alle storie è sorprendente. Ci si incanta ad ammirare i tuoi colori. Un colore che potrebbe rappresentarti?

Oddio, ce ne sono molti, sicuramente quell’azzurrino un po’ desaturato, tendente al verde acqua, accostato con un bel marrone chiaro tendente al rossiccio, sempre desaturato, e ad un bel rosa tendente un pelo all’arancione. Solo a pensarci mi vien voglia di usarli. 😀

 

Sei un’illustratrice apprezzata nel nostro paese, ma anche all’estero. Qual è stata la pubblicazione che ti ha dato più soddisfazioni?

Sicuramente il libro a cui ho lavorato e che adoro di più è quello che ho realizzato con Fleurus, è stato il mio primo vero librone, dopo anni di lavoro, è arrivato in un giorno di ferie (se così possiamo chiamarle, dato che non ci andiamo mai :D), mentre ero in giro spensierata a far shopping coi miei cognati e mio marito, non dimenticherò mai la mail della redattrice che mi diceva che mi avrebbero chiamata al telefono, PANICO! ma chi parla Francese, o inglese, pensavo. Nemmeno il tempo di rispondere alla mail che mi squilla il telefono, e dall’altra parte sento questa Redattrice carinissima, con questo accento Italo-Francese. Ecco, due mesi e mezzo, per una settantina di illustrazioni. Non è un libro perfetto, ma l’ho amato allora come lo amo adesso.

Quale storia ti piacerebbe illustrare?

In realtà ho già illustrato uno dei libri ai quali avrei sempre voluto lavorare, Il Piccolo Principe. Resta comunque il desiderio di illustrare Harry Potter, quello rimarrà sempre, credo 😀 E, ecco, il desiderio che ho da sempre, illustrare un Little Golden Book, ne ho tantissimi, li adoro, mollerei qualsiasi commessa per lavorare ad uno di quei piccoli ma fantastici libri.

Lasciaci con una citazione della tua storia preferita.

“Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altra. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo”, da Il piccolo principe.

Chi ringrazieresti?

Beh, che dire, prima di tutti i miei genitori, che mi hanno permesso di realizzare questo sogno, che da passione è diventata anche lavoro. Che mi hanno mandata alle Medie d’arte, che mi hanno quasi costretta anche se no, a frequentare l’istituto d’arte piuttosto che ragioneria etc etc. Senza di loro probabilmente adesso sarei ficcata chissà dove a fare chissà quale lavoro di tutto rispetto, invece mi hanno regalato questa possibilità, di studiare, formarmi, e capire realmente quale fosse la mia strada, appoggiandomi sempre e dandomi sempre man forte. Non sono molti i genitori che impazziscono all’idea di mandare un figlio all’istituto d’arte, poi all’Accademia. Non tutti riescono a comprendere il perché di questa scelta così poco allettante, il mondo e la vita dell’artista, che tutti pensano ti possa dar poco, e niente futuro. Vorrei anche ringraziare le mie amiche e compagne di avventure a Firenze, Isabella prima di tutte, che mi è stata vicina sempre e che ritrovo oggi come fantastica amica e bravissima collega. Penultimi ma non per ordine di importanza, tutti i miei insegnanti, a partire dalle scuole elementari, fino agli ultimi anni di studio, che mi hanno insegnato e mi hanno guidata sempre su quelle che erano le mie attitudini principali. Ringrazio poi i colleghi e tutti, che ogni giorno ti spronano ad essere migliore in quello che fai, sia con le critiche che coi complimenti. 🙂

Allora, anche noi ringraziamo la splendida Katya per il tempo che ci ha dedicato e per la sua arte che incanta il mondo.

Alessia Coppola

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