Forever: recensione

Buon lunedì,

per la rubrica YAdventure ho scelto di parlarvi della serie distopica di Amy Engel.

Il 23 febbraio la Newton Compton lancerà il secondo volume della serie ForeverForever. Solamente io e te.

In attesa dell’arrivo del secondo, vi esporrò le mie considerazioni sul primo romanzo: Forever.

La storia ruota attorno a Ivy e all’universo di bugie e costrizioni in cui è costretta a vivere. La scena si apre con lei, in abito da sposa, costretta a sposarsi con il figlio del Governatore: Bishop Lattimer. La loro unione, come quelle di tutte le altre coppie, serve a garantire una sorta di pace tra le due fazioni della nuova civiltà emersa dopo l’ultima guerra nucleare. Nonostante Ivy sia recalcitrante all’idea del matrimonio combinato e lo osteggi,  finisce con l’innamorarsi dello sposo che scopre giorno per giorno. Tuttavia la vita di coppia di Ivy e Bishop non è affatto idilliaca in realtà. In superficie è perfetta, ma scalfita la coltre, ecco emergere inganni e bugie.

Ivy è una Westfall e ha un solo compito: uccidere Bishop per spodestare il governo di suo suocero.

Inizialmente la protagonista ci appare ben caratterizzata:  Ivy è coraggiosa, forte, dice sempre ciò che pensa. Tutte qualità che ne farebbero una vera eroina, eppure qualcosa non fila. Ivy ama Bishop, ma deve ucciderlo, questo è chiaro. Non vuole essere il suo carnefice, eppure si lascia condizionare dalla propria famiglia e fino alla fine il lettore è sfinito dalla sua indecisione. Si sente una pedina nella mani di suo padre e della rivoluzione; ci si aspetta che, da vera eroina, sovverta le sorti e salvi l’amato.

Questo aspetto infatti risulta contraddittorio e fa traballare la costruzione della Engel.

Certo, l’autrice prepara il lettore al sequel e, nonostante questi cali, sa come tenere i lettori incollati alle pagine pur dicendo poco. Mi spiego meglio: la distopia in questo romanzo si basa solo sulla rigidità del sistema che impone matrimoni combinati e relega i criminali oltre la recinzione, esponendoli a pericoli. Tutto qui. La motivazione per un colpo di stato non regge, secondo me. Mi aspettavo colpi di scena e confitti ben più aspri, e invece si conclude tutto con un puff. Non dico altro sulla trama, che non mi ha conquistata.

Personaggio che ho apprezzato (nonostante il nome) è Bishop Lattimer: è compassionale e si preoccupa della sorte degli esiliati; rispetta suo padre, nonostante non sia d’accordo con le sue idee; e ama Ivy, in un modo dolce e riservato che arriva al cuore. Confesso che a tratti mi è sembrato un po’ stereotipato: troppo bello (occhi verdi, capelli scuri e muscoli guizzanti), troppo dolce, troppo… già visto. A parte questo, è un personaggio coerente fino alla fine e quindi le mie simpatie vanno per lui.

Vera chicca di questo romanzo e ragione che mi ha esortato a leggere con voracità, a parte i momenti romantici tra Ivy e Bishop, è lo stile di Amy Engel. Questa donna scrive bene, davvero bene. La prosa è ricca, eppure scorrevole. Apprezzate le descrizioni ambientali e degli stati d’animo che avvicinano il lettore alla storia. Mi sono sentita parte del mondo di Ivy e delle sue riflessioni. La scrittura di Amy Engel è intelligente, incalzante, con dialoghi mai banali e accattivanti. Mi piace la maturità attribuita ai protagonisti, benché abbiano sedici e diciotto anni.

Nel complesso la storia fila senza intoppi e devo dirvi che mi è piaciuta, mi ha fatto passare un bel pomeriggio.

Consigliato?

Uhm, direi di sì. Ma non abbiate altissime aspettative, la trama potrebbe deludervi un po’.

E ora veniamo all’atteso sequel. 

 TRAMA 

Sono ancora viva. A malapena. Il mio nome è Ivy Westfall. Ho sedici anni e sono una traditrice. Tre mesi fa, sono stata costretta a sposare il figlio del Presidente, Bishop Lattimer – come è stabilito che facciano tutte le figlie del clan perdente nella guerra che sono cedute in matrimonio ai figli dei vincitori. Ma io ero diversa. Io avevo una missione segreta da portare a termine: uccidere Bishop. Invece, mi sono innamorata di lui. Ora sono una reietta, abbandonata al mio destino e devo sopravvivere nella ferocia brutale delle terre al di fuori della civiltà. Eppure, anche qui, c’è speranza. C’è vita oltre la recinzione. Ma non posso correre più veloce del mio passato. E ogni giorno il mio cuore si chiede se riuscirà mai a battere di nuovo come un tempo…
 

Alessia Coppola

© Riproduzione Riservata