Crawl – Intrappolati: recensione

Pericolosi, affamati, letali; gli alligatori e i coccodrilli sono sempre stati animali che il cinema horror ha saputo sfruttare largamente, dedicando loro alcune pellicole eco vengeance rimaste anche nell’immaginario.

Una su tutte è Alligator, cult movie del 1980 diretto da Lewis Teague ed incentrato sulle gesta di un mostro dentato ingrandito da rifiuti tossici, il quale si aggira tra le strade della Grande Mela; sono seguiti nel tempo altri titoli tipo Lake Placid, Paura primordiale, Rogue, Crocodile (diretto da Tobe Hooper), Blood surf e così via, tutti film che con grande dose di pura exploitation hanno dedicato a questi animali dalla bocca con denti aguzzi più di un momento di gloria.

E’ ora un’accoppiata composta da due nomi importanti dell’attuale panorama horror a portare l’orrore della ferocia degli alligatori; il regista Alexandre Aja, autore del cult Alta tensione e del valido remake di Le colline hanno gli occhi, più il grande Sam Raimi di Spider-man e La casa, qua nella sola veste di produttore, mettono insieme le proprie forze e realizzano questo Crawl – Intrappolati, ovvero un lungometraggio incentrato sulla sopravvivenza di una ragazza e di suo padre, i quali si trovano nella vecchia casa di famiglia durante una violenta tempesta che lascia entrare acqua dappertutto, e con essa anche un’orda di affamati alligatori e coccodrilli.

I suddetti protagonisti sono la giovane Haley, interpretata dalla Kaya Scodelario di Maze runner, e il papà di lei, Dave, il Barry Pepper di Salvate il soldato Ryan e Il miglio verde, che, durante una tragica inondazione che colpisce la cittadina dove abitano, si ritrovano tra le mura della propria abitazione cercando di sfuggire ad un gruppi di famelici intrusi; questi alligatori daranno loro del filo da torcere, allontanandoli da qualsiasi speranza di sopravvivenza, nonostante la determinatezza di Haley e Dave.

Già di per sé il plot non è proprio originale, dato che anche un altro titolo ad alta tensione come Shark 3D giocava con gli stessi elementi, mettendo un gruppo di squali dentro un supermercato inondato assieme dei sopravvissuti, Crawl – Intrappolati è una pellicola che innanzitutto pecca nel mostrare la sua vena horror con assoluta svogliatezza, esibendo sin da subito la minaccia su quattro zampe senza alcuna enfasi e proseguendo la narrazione su dei binari abbastanza monocordi.

Dispiace dirlo, ma stavolta Aja compie un vero e proprio passo falso, credendo sin troppo nel progetto ma senza essere ben consapevole del livello emotivo da giostrare, creando quindi situazioni e parentesi alquanto involontariamente risibili (la protagonista Haley indistruttibile ad ogni morso di alligatore) ed altrettante situazioni improbabili, fuori da ogni logica.

Ci si dovrebbe tenere stretti alla poltrona con Crawl – Intrappolati, ed invece ci scappa più di una volta uno sbadiglio, causa la totale mancanza di voler essere originale negli intenti e nello svolgimento; vero che l’opera altri non è che una metafora su un solido rapporto padre/figlia, ma tale dettaglio, abbastanza appiccicaticcio anche, finisce con il seppellire totalmente la parte orrorifica del tutto, buttando alle ortiche qualcosa che sarebbe potuto risultare molto più originale del dovuto.

Qualche morte splatter c’è, solo che anche su quel lato parliamo di personaggi che entrano in scena per venire prevedibilmente uccisi e basta, quindi poco si salva di Crawl – Intrappolati, rimpiangendo il fatto che una pellicola così sotto la media sventoli i nomi di due garanzie come Aja e Raimi.

Mirko Lomuscio

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