Con gusto a Pompei: intervista esclusiva alla travel blogger Rosaria Rivieccio

Rosaria Rivieccio è una travel blogger per passione e gestisce La valigia di Cassandra e Biblioteque.it. Laureata in Progettazione e gestione dei sistemi turistici e da sempre agente di viaggi, trascorre il tempo leggendo, scrivendo e pianificando itinerari. Il suo primo viaggio è stato in Austria e, dopo tanto girovagare, può decisamente affermare di amare l’Europa, soprattutto quella del Nord.

Parlaci un po’ di te…

Anche se sul web in tanti mi conoscono come Cassandra, in realtà il mio nome è Rosaria, classe ’83 e viaggiatrice/scrittrice incallita. Ho scelto questo pseudonimo perché sono da sempre amante della Grecia e della mitologia greca; così, alla prima occasione, ho cercato di calarmi in quell’atmosfera che tanto adoro. Ora, non resta che studiare il greco antico e moderno!

Come e quando è iniziato il tuo percorso professionale?

Ho iniziato a viaggiare all’età di 17 anni, se si escludono le gite scolastiche, e questo primo viaggio da sola ha poi coinciso con la scelta della mia strada definitiva. Studiavo lingue per insegnare inglese ma poi, al termine del liceo, ho deciso di intraprendere gli studi economici con indirizzo turistico, e da lì ho dato avvio alla mia carriera universitaria e professionale. Dopo qualche esperienza in piccole e grandi aziende, da circa 15 anni dirigo una piccola impresa nel settore del turismo e degli eventi e da più di 6 curo con passione il mio Travel Blog.

Parlaci del tuo travel blog…

Il mio travel blog si chiama per l’appunto La valigia di Cassandra e l’idea della valigia è quella di aprirla e scoprire cosa c’è dentro: racconti di viaggio, fotografie, consigli su itinerari, ma anche momenti di vita vissuta, impressioni sul quotidiano, dettagli sulla mia città. Vivo a Pompei, un grande e conosciutissimo sito turistico, ma per tanto tempo non sono riuscita a considerarlo come tale. Oggi, invece, cerco di dare consigli anche sul mio territorio che, un po’ come tutti, in questo ultimo periodo ho imparato a conoscere di più.

Il luogo più rappresentativo di Pompei dal lato culinario (enoteca, ristorante, ecc.)?

Posso dire senza ombra di dubbio il ristorante Caupona, situato di fronte all’ingresso Porta Marina del Parco Archeologico. Si tratta proprio della ricostruzione di una caupona, ossia un’osteria dell’antica Pompei, dove gli abitanti erano soliti consumare i loro pasti. Entrando, si viene accolti da personale vestito con abiti dell’epoca e il menù è una fedele riproduzione delle antiche ricette pompeiane, seppur rivisitate in chiave moderna, servito rigorosamente in piatti e calici di terracotta.

Un esclusivo percorso enogastronomico di Pompei per i lettori di Upside Down Magazine?

Per chi non avesse voglia di ripercorrere così fedelmente il menù tradizionale, può gustare piatti e pietanze più moderne, senza rinunciare alla tipicità. Si inizia dal Panificio Esposito, a soli 600 metri dalla

piazza della città e dal suo Santuario, che propone la sua originale ricetta del Panis Pompeii, una pagnotta di pane dalla caratteristica forma a otto spicchi, il cui segreto è la lievitazione della farina con il mosto di vino rosso, unitamente ad altri ingredienti assolutamente top secret. Si prosegue poi per gustare la classica pizza napoletana, un must quando si viene in Campania e, soprattutto, nella provincia di Napoli. Ci possiamo fermare da Varnelli, di fronte all’ingresso di Piazza Anfiteatro degli scavi archeologici, il cui “comandante” ha già ottenuto diversi riconoscimenti nel settore food&beverage. Si termina con la classica “tazzulella di caffè” e, perché no, con una bella fetta di dolce (magari la cheesecake, la sua specialità) nella pasticceria più famosa di Pompei, De Vivo, situata a pochi passi proprio da Varnelli, direzione piazza. Un vero e proprio pasto completo che ripercorre tradizione e innovazione della città di Pompei.

 

Silvia Casini
 
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