C’era una volta: recensione

C’era una volta è un gioco decisamente inconsueto, al termine della partita non ci sarà un vero e proprio vincitore in quanto questo non è questo lo scopo principale della sessione.

Questo è un gioco di narrazione, il cui obbiettivo primario è condurre la storia verso il proprio finale attraverso gli elementi a disposizione.

C’era una volta fu pubblicato per la prima volta dalla Atlas Games nel 1994 e tradotto in italiano dalla Unicorn.

Nel 2004 la Raven Distribution  si occupò della nuova edizione e, ad oggi, siamo alla quarta edizione dopo un numero incalcolabile di ristampe.

Negli anni sono state pubblicate diverse espansioni ma solo una, con la nuova edizione,  sempre distribuita dalla Raven,  sono state raccolte tre espansioni in un unico giocoStorie di cavalieri, mari e magie.

Ma come si gioca? All’inizio della partita  ognuno avrà una carta lieto fine che, come detto prima, rappresenta la conclusione a cui dovremmo portare il racconto.

Poi ci sono altre carte, come luoghi, oggetti e personaggi e soprattutto le interruzioni. Quest’ultime ci permetteranno di interrompere la narrazione dell’altro giocatore per continuare la nostra. Ma c’è un altro modo per interrompere l’altro giocatore: se si menziona qualcosa citato in una delle carte racconto in possesso del rivale, allora quest’ultimo può giocare questa carta per interrompere la narrazione.

Facciamo un esempio “C’era una volta un castello. In quel castello viveva un giovane re  con le zanne”, il narratore gioca la carta racconto “re”. Poi prosegue: “il re aveva una rana forzutissima e parlante”, se un altro giocatore ha in mano la carta racconto della rana può giocarla ed interromperlo immediatamente.

Le ambientazioni non sono necessariamente fantastiche e possono essere molto malleabili, ad esempio si possono introdurre anche elementi fantascientifici o steampunk. La principessa potrebbe essere la sovrana di un pianeta piuttosto che un castello e la magia potrebbero essere poteri esp.

L’espansione del gioco introduce pirati, mostri marini, fate e cavalieri, ampliando ulteriormente la narrativa della partita.

Nota in particolare va alle illustrazioni: sono davvero molto belle e ritraggono perfettamente le atmosfere fiabesche.

Unica pecca è la possibilità di creare troppe sottotrame che potrebbero complicare la narrazione della storia.

C’era una volta si presenta come un buon modo per stimolare l’immaginazione e creare fiabe, sbizzarrendosi con la fantasia. Si potranno costruire partite tragicomiche e demenziali, oppure serie, a patto che si rispettano correttamente le regole del gioco. Un gioco adatto per tutte le età.

 

Debora Parisi

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