Canzoni senza musica: recensione

Canzoni senza musica è un’appassionante raccolta di trenta racconti, che racchiudono, ciascuno a suo modo, piccole verità, grandi sorrisi, e sentimento come l’amicizia e l’amore sono espressi in un linguaggio, semplice, diretto, ma anche delicato, sicuramente adatto ad un pubblico di lettori giovani. Anche se dal mio punto di vista non esistono libri per bambini, o libri per adulti, esistono libri scritti bene e libri scritti male. Questo libro di Andrea Valente è da annoverare tra il primo gruppo, quello dei libri scritti bene.

Il messaggio arriva forte e chiaro, per come l’ho recepito io, ed è quello di guardare le cose da un altro punto di vista, quello dei bambini, o dei ragazzi magari, che vedono le cose con più innocenza, ma anche con più speranza.

Quando si è giovani si vive tutto con più intensità, e questo è innegabile, poi crescendo si dimentica questa freschezza nello sguardo, si tende un po’ ad ingrigirai, ad auto-limitarsi, nella vita frenetica degli “adulti”.

Questo libro mi ha ricordato, con parole semplici e racconti brevi, cosa davvero è importante nella vita, e cioè, non perdere mai l’immaginazione e la voglia di cambiare le cose. Solo così  anche una lente di ingrandimento può diventare il più bel regalo per un primo appuntamento, un banale cassetto può diventare il custode dell’amore tra due persone e lo scrigno  dei ricordi preziosi di tutta una vita insieme. Proprio come ci racconta il protagonista di “il nonno nel cassetto”, una delle piccole storie contenute nel libro, il quale rammenta come suo nonno, in modi del tutto originali e atipici, abbia conquistato il cuore di sua nonna.

Ho adorato questo racconto, da buona romantica quale sono, ma anche gli altri li ho apprezzati molto, in verità non ce n’è uno che mi sia dispiaciuto, perciò consiglio questo romanzo a chiunque voglia un attimo di leggerezza e voglia ritrovare tra le pezzetto un pezzetto di spensieratezza e di sogni dell’infanzia.

 

Samanta Crespi

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