Burrasca per tre: intervista esclusiva a Marinella Gagliardi Santi

Burrasca per tre, storia d’amore e thriller, è ambientato ai nostri giorni in un piccolo incantevole borgo ligure. La protagonista è Emma, una scrittrice in cerca di tranquillità, e di una casa editrice che pubblichi il suo ultimo romanzo, l’avventura di suo nonno, un ragazzo del ’99, nella prima guerra mondiale. Emma, dopo un momento idilliaco, per un nuovo, inaspettato amore, si trova coinvolta in eventi del tutto imprevisti: un personaggio ambiguo, un fatto di sangue violento, una pista terroristica, della droga nascosta in casa, una burrasca impetuosa, sconvolgono l’amenità del luogo e trasformano il suo quieto vivere con un susseguirsi di colpi di scena che turbano profondamente la protagonista.

L’autrice, Marinella Gagliardi Santi, è milanese di nascita ma ligure d’adozione, e dalla passione per il mare e per la navigazione ha fatto nascere il suo primo libro, autobiografico, Non comprate quella barca (ed. Le Mani microarts). Laureata in lettere classiche e insegnante di liceo, dalla tesi di laurea in epigrafia greca sulla magia, ha tratto ispirazione per il romanzo Defixiones, il mistero delle tavolette magiche (Armando
Curcio editore) e per il seguito, Defixiones Dimenticare Pompei (Armando Curcio editore), che ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Città di Recco e altri premi. Successivamente ha pubblicato Le allegre messe funebri (Europa Edizioni), che ha vinto il primo premio al concorso Il golfo
di La Spezia. Burrasca per tre, è quindi il suo quinto romanzo.

E per saperne di più, l’abbiamo intervistata. Buona lettura!

Hai carta bianca e tre aggettivi per descriverti…

Sono tanti gli impegni imprescindibili nel corso della giornata, ma ci sono anche momenti di svago, sportivi,  con amici… Quando scrivo, tutto il resto scompare e mi lascio andare a un sottile piacere che assume, a tratti, connotati esaltanti, in quanto scrivere equivale a ‘creare’ vivendo in una realtà fittizia al di fuori del mondo reale. Nei periodi di lavoro più intenso mi è capitato di tornare con fastidio alla realtà di tutti i giorni: ero rimasta in un altro ambiente, piacevolmente compresa in altre vicende…

Tre aggettivi per descrivermi? Riflessiva, estroversa, dinamica

Mai senza…?

Idee, ironia, determinazione 

Cosa ti piace leggere?

Narrativa di vario genere, purché si tratti di libri in grado di catturarmi dalla prima all’ultima pagina: Donna Tartt, per esempio, Melania Mazzucco, Camilleri, James Patterson, T. Capote… 

Se dovessi esprimere tre desideri?

Vorrei vivere gran parte dell’anno sul mare, essere serena con me stessa e con gli altri, scrivere sempre libri in grado di creare una sottile e persistente intesa coi lettori… 

La tua vita in un tweet?

Veni vidi scripsi.   

Parlaci del tuo romanzo. A chi lo consiglieresti e perché? 

Il mio romanzo si rivolge a un pubblico estremamente eterogeneo in quanto avventuroso, emozionante, ricco di colpi di scena, tra i quali giocano un ruolo significativo un momento storico reale e una vicenda sentimentale.

Come sono nati i personaggi?

Un giorno mi affaccio a un balcone di un pittoresco, piccolo borgo ligure e penso: “luogo ideale, questo, per scrivere”. Così è nata Emma, la mia protagonista, una scrittrice che vive in quel borgo, coinvolta in fatti  inquietanti, frutto di fantasia, ma, trattandosi di una scrittrice, i riferimenti autobiografici erano, almeno in parte, inevitabili; è sorto poi il problema di stabilire cosa scrivesse, questo personaggio… Emma ha appena terminato di scrivere un libro che racconta la storia di suo nonno, un ragazzo del ’99 nella prima guerra mondiale. Mi ero ricordata di un rocambolesco diario di guerra di mio padre. E di là ho attinto, trascrivendo le vicende alla lettera. Un personaggio reale, dunque, accanto a una protagonista che è in parte il mio Avatar.

Le ambientazioni scelte provengono dal reale o sono anche una proiezione dell’anima?

Le ambientazioni provengono dal reale ma sono anche un’aspirazione dell’anima, in quanto luoghi nei quali ho sempre sognato abitare, un giorno…

Come puoi riassumere ai potenziali lettori il tuo romanzo? Qual è il messaggio che hai voluto trasmettere?

Emma, la mia protagonista, è in cerca di pace e tranquillità nella sua nuova residenza sul mare, in un  solitario borgo ligure. Sta cercando con una certa apprensione un editore per il suo ultimo libro, che racconta le avventurose vicende di suo nonno nella prima guerra mondiale, ma si trova coinvolta in fatti inquietanti  che sconvolgono la sua esistenza, legati a un misterioso, affascinante individuo incontrato casualmente in paese. Nel momento di massima tensione, una burrasca, contribuisce a rendere ancora più drammatici gli eventi. Tornerà il sole sul pittoresco borgo ligure?

Emozioni, mistero e colpi di scena caratterizzano la narrazione di questo libro, strutturato come romanzo nel romanzo.

Il messaggio trasmesso suggerisce come a volte la vita possa diventare inaspettatamente complicata e difficile: la lotta allora diventa inevitabile, e dobbiamo affrontarla con pazienza ma anche con determinazione, senza perdere il nostro equilibrio interiore.

Sei già al lavoro su un nuovo manoscritto?

Ho appena terminato un sesto libro e sono a metà stesura del settimo.

Silvia Casini

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