Vento diVino

Su’entu, Sanluri, Sardegna.

Coincidenze non da poco.

Mi sono sempre piaciuti i posti in alto, quelle viste che lo sguardo non può contenere in una volta sola, per cui guardi e riguardi.

Panoramica interiore.

Quelle che mozzano il fiato e insieme  ossigenano le idee.

E stai lì, piccola e potente a contemplare un pezzetto di mondo che sa di infinito.

Corre voce, in una domenica qualunque di fine maggio in Sardegna, che le cantine vinicole Su’entu aprano i battenti a profani e amanti di questo nettare che vien dall’uva.

“SU’ENTU SIGNIFICA IL VENTO: VENTO CHE PURIFICA L’ARIA, SPAZZA LE NUVOLE E RIPORTA IL SERENO, VENTO CHE RACCOGLIE I PROFUMI E LI PORTA LONTANO. VENTO CHE ATTRAVERSA IL NOSTRO TERRITORIO, LA MARMILLA, SENZA INCONTRARE OSTACOLI, COME SE QUI, DA SEMPRE, FOSSE IL BENVENUTO”.

La cantina Su’entu prende vita dal sogno del suo fondatore Salvatore Pilloni, che di giorno in giorno se ne prende cura insieme al resto della famiglia, all’enologo e alla squadra di contadini e operai che lavorano per ottenere il prodotto ultimo, quello che fa sussultare i palati e sorridere i cuori: il vino.

Le cantine vengono forgiate con passione e sacrifici su una zona collinare poco distante dal comune di Sanluri. Questa città nasce in un territorio antico, ricco di storia e con una forte tradizione agricola che ancora oggi ci regala evidenti segni del passaggio di popoli venuti prima di noi.

È la zona della Marmilla dove tra colline e dolci pendii viene coltivata la vite.

50 ettari, di cui 32 coltivati, dove i filari si estendono dinnanzi agli occhi e immediatamente riconducono alla sensazione primordiale dell’infanzia, quando il verde scorreva accanto mentre si correva a piedi nudi sulla terra soffice.

E le dita erano appiccicose, mani sporche e profumate di succo d’uva.

È subito richiamo a “su’entu”, quel vento che forte o lieve lo inspiri, arriva alle tempie e ti ritrovi sospinto lungo la scia dei ricordi.

Gli ambienti interni della cantina dispongono di ampie sale organizzate per accogliere i visitatori per pranzi, cene, aperitivi, degustazioni ed eventi di ogni genere.

Si è soliti pensare al paradiso come “all’ascesa” verso un luogo di pace. Posso giurare che in questo caso è stata la discesa a portarci dentro un covo di magia per i sensi: la “barriccaia”.  Ogni passo, un invito all’olfatto. Odore umido di legno e vino. Intensità a tutto tondo.

È la sala interna più suggestiva della tenuta, contiene le botti, in rovere antico: culle dentro cui riposa il vino.

Il semibuio è spezzato da sinuose linee di luce che ricordano il design moderno delle bottiglie di vini.

Ci sarebbe da stare in silenzio, ammirati, ma la meraviglia grida.

E infine ci sono le terrazze, i posti in alto.

Ed è quello il momento che culmina nell’allineamento dei sensi. È pace sconfinata e ispirazione.

Ci sono i papaveri sotto di noi e i colori della terra illuminati dal sole che si sposano al cielo.

Intense carezze alla gola.

Sorsi di felicità color rubino rubati da un calice di Bovale.

IGT MARMILLA ROSSO BOVALE

ESAME VISIVO

Rosso rubino con riflessi violacei, bella vividezza di colore, consistente.

ESAME OLFATTIVO

Ottima intensità olfattiva, naso carnoso, frutti rossi sotto spirito con note speziate.

ESAME GUSTATIVO

Buona avvolgenza, caldo, morbido, tannino suadente e buona corrispondenza gusto-olfattiva.

ABBINAMENTI GASTRONOMICI

Carni rosse e formaggi stagionati, ma anche in semplice conversazione.

TEMPERATURA DI SERVIZIO

15-16 C°, si consiglia di servire in ampi bicchieri.

 

Erika Carta

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Comments

  1. Roberta says:

    Complimenti Erika. Le tue parole mi hanno fatto viaggiare nei vigneti sardi e assaporare i sorsi di felicità color rubino

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