The watchers – Loro ti guardano: recensione

Seguendo le impronte del proprio famosissimo padre, ovvero quel M.Night Shyamalan autore di film come Il sesto senso, Signs e Split, la giovane esordiente Ishana Night Shyamalan prende come spunto un romanzo di A.M. Shine e lo porta sui grandi schermi cercando di realizzare un thriller fantascientifico che possa rientrare nelle tradizioni di famiglia, dato l’enorme seguito lasciato dal suo noto genitore, che in questo caso ricopre i panni di solo produttore.

Ecco quindi che The watchers – Loro ti guardano, oltre ad essere un prodotto destinato a regalare degli originali brividi, è anche il biglietto da visita di una nuova regista che porta dietro se stessa una pesante eredità artistica, dimostrando di poter essere all’altezza della situazione nel narrare storie ad altissima tensione.

La trama vede Dakota Fanning nei panni della giovane Mina, una ragazza che intraprende un viaggio nelle foreste irlandesi ma che ben presto si renderà conto di trovarsi nel mezzo di una situazione al di là dell’impensabile.

Popolata da strane creature, la zona si renderà per la ragazza un posto da cui è impossibile uscire, rimanendo intrappolata insieme ad un gruppo di superstiti dentro un rifugio dove vengono trattati come cavie; ma fuggire non sarà d’altronde impossibile e Mina cercherà di attuare un piano di fuga in modo da poter tornare al mondo reale.

Non proprio una pellicola che si sorregge su uno spunto mai visto come anche solido, ma The watcher – Loro ti guardano, essendo il primo film della giovane Shyamalan, riesce comunque a creare una propria aura di rispetto registicamente parlando, dimostrando una certa solidità nell’approccio narrativo utilizzato e nella gestione dei momenti di tensione.

Certamente non è un prodotto che trasuda originalità, come anche la degna gestione di alcuni colpi di scena, i quali in fin dei conti risultano anche fin troppo prevedibili, ma The watchers – Loro ti guardano riesce a rendersi un prodotto vedibile e abbastanza ritmato, uniformando la propri trama horror fantascientifica col giusto piglio e appoggiandosi sull’inquietante presenza di creature nascoste nel buio della foresta, realizzate in CGI, le quali comunque regalano dei sani brividi quando entrano in scena.

Calcolando quindi la forte eredità artistica che la giovane Shyamalan porta sulle spalle, il suo film può considerarsi vincente sotto determinati aspetti, mettendo allo scoperto il talento di una regista che magari, ai posteri, potrebbe regalarci nuove esperienze; appoggiandosi su una Fanning ben calibrata, attrice che in questi contesti riesce sempre a dare un suo degno contributo, The watchers – Loro ti guardano è inoltre un prodotto che si concentra sull’interiorità dei suoi pochi personaggi, chi ambiguo e chi vittima degli eventi, giostrando degli scambi emotivi con fare riuscito me senza andare oltre la media qualitativa generale.

 

Visione che può regalare dei sani brividi, questo esordio della Shyamalan è più che altro la mera introduzione al cinema di una giovane rampolla, cui spetta dimostrare di avere la giusta ispirazione negli stessi generi giostrati dal suo famoso padre e che, in questo caso, riesce ad aprire uno spiraglio di curiosità su cosa sarà capace di dimostrare con gli anni a venire.

E tanto basta per accettare l’esistenza di questo The watchers – Loro ti guardano.

Mirko Lomuscio