L’ultima Dershing: intervista esclusiva a Davide Cencini

Davide Cencini è autore di Dershing e della saga di Darkwing.

Abbiamo l’onore di intervistarlo in concomitanza con l’uscita del secondo libro di Dershing, “L’ultima Dershing”. Prima di iniziare con le domande, diamo un’occhiata alla tama.

“Non sarò più uno strumento per nessuno, né per Neebia, né per i Draghi Alti. Mai più.”

I draghi, che per migliaia di anni hanno dominato il mondo di Oma con la loro cultura avanzata e i loro poteri magici, stanno lentamente sparendo a causa di una malattia che ha reso le draghesse incapaci di procreare. La loro unica salvezza risiede nella razza umana: le donne di stirpe dershing, infatti, possono partorire i figli dei draghi. Ma queste unioni combinate hanno generato una nuova specie che non tutti hanno accettato. Tra coloro che rifiutano il cambiamento c’è il drago antico Neebia, una mente geniale che ha tentato inutilmente di salvare il suo popolo. Dopo aver assistito impotente al declino della sua razza, il Drago d’Argento è lentamente sprofondato in una follia omicida che lo ha portato a sterminare i dershing per far estinguere i Draghi Alti, impuri ai suoi occhi.

Dopo decenni di guerra, Neebia domina ormai Marchesia con pugno di ferro, il suo esercito dell’Ossidiana ne opprime il popolo e gli ultimi Draghi Alti si nascondono ad Amaranth, una città magica separata dal resto del mondo, cercando di preservare ciò che resta della loro civiltà. La loro ultima speranza di rinascita risiede nel matrimonio combinato tra il giovane principe Clayblood e una fanciulla dalle origini misteriose: Ros Mer, l’ultima dershing rimasta in vita.

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Gli Ultimi Draghi ha avuto un finale drammatico che ha lasciato molte sottotrame aperte: il mondo dominato da Neebia, i Draghi Alti confinati ad Amaranth e il fato di molti altri personaggi in bilico. In che modo L’Ultima Dershing riprende le fila della storia?

L’Ultima Dershing si riallaccia al finale de Gli Ultimi Draghi facendo un salto in avanti di quasi diciotto anni, quando la dershing Ros Mer e il principe drago Clayblood sono ormai prossimi a un matrimonio dinastico che potrebbe salvare i Draghi Alti dall’estinzione. Neebia, tuttavia, ha pianificato la sua vendetta per tutto questo tempo e non lascerà che i due ragazzi compiano questo passo indisturbati. Da questa premessa prende il via la storia di Ros, una principessa allevata solo per diventare una sposa di draghi, che dovrà trovare la forza di diventare qualcosa di più per sfidare un nemico che sembra onnipotente. Una serie di eventi drammatici la porteranno su un percorso del tutto nuovo, inaspettato e pericoloso che riunirà i protagonisti di questa saga in un’inedita alleanza contro il comune nemico.

Perché proprio i draghi e come mai hai scelto le Marche come ispirazione folkloristica?

Molto spesso i lettori dimenticano un fatto fondamentale che noi abbiamo sempre ripetuto e che ci tengo ancora una volta a puntualizzare: anche se l’autore materiale dei libri sono io, il concept originale di Dershing nasce da Rita, quindi non sarebbe corretto attribuire solo a me queste scelte perché se andiamo alle origini del progetto sono state decisioni sue che poi lavorando ai libri ho fatto mie. Possiamo definirle quindi delle scelte condivise.

Abbiamo scelto, innanzitutto, le Marche come modello per creare la terra di Marchesia perché è la regione in cui viviamo e perché ha dei posti bellissimi e poetici per ambientare una storia come quella che avevamo in mente. Rita è sempre stata molto legata alle Marche e desiderava fortemente imprimere il suo affetto per i luoghi in cui è cresciuta in una storia per lei così importante, la cui idea è sbocciata quando era ancora al liceo. Dal canto mio, quando abbiamo deciso di realizzare Dershing, ho sfruttato a fondo questo elemento facendo ricerca e trasformandolo in una cornice attiva in cui ambientare il romanzo. Il territorio in Dershing si può infatti considerare un vero e proprio personaggio che svolge un ruolo centrale nelle vicende dei protagonisti. Rita su questo aspetto è intervenuta molto, infatti è stata proprio lei a scegliere la maggior parte delle location per le varie storie, che poi io ho riadattato e re-immaginato nel contesto fantasy.

Per quanto riguarda invece la scelta dei draghi, vorrei aprire un discorso più ampio. Nel mondo di Dershing vivono tre razze: i draghi, gli esseri umani e i muscu. Non abbiamo scelto i draghi solo in quanto esseri mitologici. Ciascuna di queste razze rappresenta nei fatti un ceto sociale della popolazione di Marchesia. I draghi sono nobili, quindi “i signori”, ricchi, aristocratici e in un certo senso decadenti, preoccupati di preservare la loro cultura in via di estinzione. Gli esseri umani sono invece il popolo, la borghesia, che pensa soprattutto a vivacchiare o fa parte della struttura militare dell’Ossidiana per mancanza di alternative. Mentre i muscu, considerati da tutti gli ultimi della società, sono i poveri, gli emarginati che lottano non per elevarsi ma per sopravvivere. Questa suddivisione in razze vuole essere una metafora della nostra società. Il che è in linea con l’uso che abbiamo sempre fatto del genere fantasy: inventare mondi alternativi per raccontare qualcosa del nostro.

“Tu non solo li hai visti, hai addirittura vissuto con loro. Le sue non erano soltanto storie, ma io non l’avevo capito. Loro… voi… siete reali quanto me. Non siete solo un ricordo, una leggenda.”

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Quali difficoltà hai incontrato col passaggio da dilogìa a trilogia?

Dershing era stato pianificato originariamente come una storia che doveva svolgersi in due libri, ma durante lo sviluppo de L’Ultima Dershing è divenuto chiaro che questo libro non era sufficiente per concludere la saga: un terzo capitolo era non solo necessario, ma indispensabile per sviluppare un degno finale. In realtà quindi estendere la durata non ha complicato le cose, semmai le ha semplificate. Se L’Ultima Dershing doveva necessariamente ruotare attorno al personaggio di Ros e aveva il compito di legare i personaggi introdotti finora, Gli Ultimi Guardiani sarà invece incentrato sulla ribellione contro Neebia e collegherà in un unico libro tutti i personaggi e le sottotrame introdotte dai libri precedenti, sarà quindi il culmine vero e proprio della saga di Dershing.

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Com’è stata accolta questa notizia dalla Plesio?
La risposta letterale di Giordana è stata: “Ok”.

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Negli ultimi tre anni hai pubblicato anche due librogame. Hai trovato il genere una sfida? Può essere considerato come uno spin-off influente della saga di Darkwing?

Il primo librogame di Darkwing (La Caccia), a cui è seguito nel 2020 un secondo volume (La Voce di Greyven), ha aperto una nuova linea narrativa parallela ai romanzi. Confrontarmi con questo genere che ho amato fin da piccolo è stato di certo una sfida, non tanto per il diverso approccio alla scrittura ma perché ho dovuto inventare anche tutto un sistema di gioco originale e testarlo, quello è stato di certo l’aspetto più impegnativo. Il titolo comunque ha ottenuto un riscontro eccezionale rispetto alle nostre aspettative. Avevo voluto realizzato soprattutto per divertimento, ma la community degli appassionati lo ha accolto come una sorpresa inaspettata e ci ha inondati di recensioni eccellenti. Questo è stato senz’altro un incentivo nel decidere di continuare la serie!

Alcuni lettori, molto legati al filone principale e giustamente ansiosi di leggere il prossimo capitolo, purtroppo hanno criticato la scelta di alternare le uscite tra librogame e romanzi pensando che questo allontani la mia concentrazione dalla storia. Ci tengo però a precisare che i librogame, ben lungi dall’essere un esperimento fine a se stesso, sono concepiti per arricchire la storia narrata nei romanzi, che non viene mai persa di vista. Semmai quindi sono un valido supporto per svilupparla ancora meglio. Io vedo Darkwing come un unicum, anche le espansioni come DLC, librogame e fumetti fanno parte al 100% di un’unica regia e non ci sarà mai un capitolo che non aggiunge nulla a questo universo. Tant’è che La Caccia è stato recepito da alcuni lettori come un vero e proprio seguito de La Freccia d’Oro perché proseguiva la storia e anche La Voce di Greyven è profondamente legato agli eventi del quarto romanzo. Quindi, la parola “ininfluente” per me non esiste.

Progetti per il futuro?

Ne avevamo molti, ma il Covid ha reso tutto incerto, non tanto per i titoli che intendiamo realizzare – che non sono cambiati – ma per le date di lancio, data la sospensione di fiere a cui abbiamo assistito per tutto il 2020 e a cui assisteremo, probabilmente, per almeno metà del 2021.
Di sicuro nel corso del prossimo anno vedremo almeno un nuovo titolo di Darkwing, in preparazione ci sono infatti Assalto al Ravinca Express espansione de La Voce di Greyven, e il quarto sospirato romanzo della serie, Ai Cancelli di Vraag. Dopodiché torneremo a dedicarci a Dershing per dare alla saga una degna conclusione, che non vedremo, probabilmente, prima del tardo 2022.

Domanda jolly: Se tu fossi un drago, come saresti nel mondo di Dershing?
Uno che dorme per i prossimi mille anni!

Noi vi salutiamo, nostri affezionati lettori. Fateci sapere nei vostri commenti se avete letto Dershing o se avete letto altri libri sui draghi!

Debora Parisi

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