Loro 2: recensione

Archiviata la prima parte sull’epoca berlsuconiana con il contestato ed elogiato Loro 1, il regista Paolo Sorrentino approda ora nelle sale con il continuo di questa folle biografia, proseguendo ciò che l’epilogo di quel capitolo d’apertura ha lasciato intendere sin da subito; una lente d’ingrandimento sulla vita privata e coniugale dell’ex-premier Silvio Berlusconi.

Interpretato ovviamente da un Toni Servillo in via di istrionismo, senza però strafare e gigioneggiare, questo singolare uomo di potere tutto italiano viene messo al centro di quest’opera antologica, rendendosi protagonista di una satira graffiante, che non sia mai oltre l’assurdo in ironia ma che invece lascia passare il suo corso tra gli spettatori che avranno modo di osservare.

Dopo aver aperto le danze con Loro 1, dove un cast d’attori composto da facce come quelle di Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Fabrizio Bentivolgio, Anna Bonaiuto, Euridice Axen, Ricky Memphis, Roberto Herlitzka e Roberto De Francesco aveva mostrato il peggio dell’universo berlusconiano, ecco che Sorrentino prosegue quel suo personale affronto nei confronto di questo microcosmo misero, derivante di un pensiero che mal si è saputo gestire con il tempo e che nella sua frivolezza ha compiuto svariati errori; ecco quindi che con Loro 2 tutto si incentra sulla natura di Berlsuconi stesso (Servillo), alle prese con un matrimonio all’epilogo, dove a sentirsi maggiormente infranto è il cuore della moglie Veronica (Elena Sofia Ricci), la quale ormai fugge dalle scappatelle del potente marito esiliandosi in viaggi orientali.

In mezzo a tutto ciò la vita politica, quella imprenditoriale, le starlette e i festini si accavallano nel quotidiano di Silvio, sempre più preso dal superficiale della sua esistenza e mai abbastanza coinvolto da ciò che di più profondo c’è in quello che lo circonda; ma tutto quanto lo porterà ad un’inevitabile condizione umana con cui fare i conti.

Per chi avesse avuto dei dubbi riguardo a quella prima parte introduttiva, dove volutamente si voleva lasciar spazio più al contorno berlusconiano che al noto politico imprenditore, sicuramente si farà un’idea ben diversa con questo Loro 2, vera e propria opera incentrata sulla figura di un personaggio entrato nella coscienza di chiunque, nel bene e nel male.

Tutto si approfondisce qua, quello che in Loro 1 veniva accennato, o argomentato anche, in questa circostanza trova una sua vera e propria dimensione, analizzata e commentata dal punto di vista del protagonista Silvio, altra sagoma che Sorrentino si diverte a sviluppare a modo suo, proprio come fece con Giulio Andreotti col bel film Il divo.

Il ridicolo, le ambizioni, le vittorie, le sconfitte e i sogni di gloria; tutto quello che Loro 2 intende esporre con occhio sarcastico è quello che milioni di noi hanno sempre immaginato nel contesto mosso da Berlusconi, un agglomerato di principi esistenziali votati al grottesco.

 

E su tali basi il nostro regista si muove assai bene, mostrando come la tragica attualità sia una mera pedina dei contesti assurdi qua raccontati (basti pensare alla parentesi dedicata alla tragedia de L’Aquila); Loro 2 completa il quadro quindi, lasciando ben intendere che ciò che molti non hanno trovato nel primo capitolo sarebbe stato qua proposto, assurgendo così ad elemento complementare di Loro 1.

Ed in mezzo a tutto ciò c’è la performance di un Servillo memorabile, fotocopia di Berlusconi ma mai troppo oltre nel renderlo eccessivamente comico, una maschera tragica che rientra appieno nei ranghi di figura emblematica di quest’Italia odierna, e l’attore per l’occasione si sdoppia anche nella figura di Ennio Doris (presidente di Banca Mediolanum); ad affiancarlo comprimari d’eccezione come una Ricci all’altezza della situazione, bravissima a rappresentare le delusioni di una moglie tradita quale è la Lario, più le apparizioni efficaci di Scamarcio, Smutniak, De Francesco, Bentivoglio, Bonaiuto, Max Tortora aggiunti al contributo di Mattia Sbragia/Fedele Confalonieri, Ugo Pagliai/Mike Bongiorno e Giovanni Esposito/Mariano Apicella.

Da vedere assolutamente, magari recuperando possibilmente anche il precedente capitolo.

Mirko Lomuscio