La forma dell’acqua – The shape of water: recensione

Nuovo film di Guillermo del Toro, vincitore del Leone d’Oro come miglior film al Festival del cinema di Venezia, nonché pellicola candidata a 13 Oscar.

La storia narra di Elisa, giovane donna muta, che lavora in un laboratorio scientifico e governativo di Baltimora. Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata a Zelda, collega afroamericano che lotta per i suoi diritti dentro il matrimonio e la società, e Giles, vicino di casa omosessuale, discriminato sul lavoro. Diversi in un mondo di mostri dall’aspetto rassicurante, scoprono che in laboratorio (soprav)vive in cattività una creatura anfibia molto intelligente e sensibile. A scoprirle è Elsa. Condannata al silenzio ed alla solitudine, si innamora ricambiata del mostro. Ma il loro sentimento dovrò presto fare i conti con una gerarchia ostile incarnata dal dispotico Strickland. In piena corsa alle stelle contro i russi, gli USA non badano a spese ed a crudeltà.

Come descritto dalla trama, la storia d’amore è un po’ atipica anche per l’ambiente del paranormal romance. Il mostro è una chiara citazione al mostro della laguna nera ed è palese che l’intero film è sia un tributo che un retelling del classico. The Shape of Water è una storia sulla diversità e sulla capacità dell’amore di abbattere le barriere del pregiudizio in un’epoca di tensioni razziali e guerre di supremazia. Una splendida storia d’amore tinta di sfumature thriller.

Siamo negli anni ’60, in piena guerra fredda. USA ed URSS gareggiano per la prossima tappa: la conquista della luna. Entrambe le fazioni sono pronte a sacrificare la propria umanità in nome della vittoria. Strickland ed il generale rappresentano meglio quest’epoca, in particolare il primo: un uomo sadico, sociopatico, capace di calpestare ogni persona pur di raggiungere la propria ambizione. Del Toro ha utilizzato questo delicato periodo storico come metafora per la situazione di oggi, soprattutto per le tensioni dovute all’immigrazione, al terrorismo e alla xenofobia.

Lo stile del regista è onirico, richiamando le ambientazioni quasi fiabesche de Il labirinto del fauno e de La spina del diavolo.

Uniche note negative: il villain principale è stereotipato, così come la storia presenta diversi clichés.

In conclusione, The shape of water è un fantasy storico con un relazione bizzarra che vi farà rivivere gli anni 60’ e soprattutto riflettere e divertire.

 

Debora Parisi

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