I colori dell’amore: recensione

Ho scelto di leggere e recensire in questo luglio bollente, I colori dell’amore: un romanzo di Dafne Wild.

La trama…

L’amore ha mille facce, mille sfaccettature ed anche infiniti colori. Sofia lo sa bene e l’ha scoperto a sue spese. Figlia di genitori separati, ha dovuto imparare fin da subito le varie dinamiche di una famiglia allargata che non sempre sono facili. Una madre assente e cinica ha portato Sofia a crearsi una corazza. La vita però non è sempre magnanima. La fine di una lunga relazione la spingerà a fare le valige e partire alla scoperta della Capitale. La Caput Mundi sarà piena di sorprese. Una testa bionda e due occhi lapislazzuli entreranno nella sua vita, ma purtroppo una brutta esperienza le farà provare anche il nero più profondo dell’oblio e della paura. Un percorso tortuoso tra i diversi colori che l’amore può assumere con il supporto di un amico d’oro, Mario, porteranno Sofia a misurarsi con la famiglia, con l’essere donna, con le paure che si vivono e chi sa se riuscirà a trovare il suo colore dell’amore.

La storia è perfettamente integrata nel genere romantico e romance perché abbiamo tutti gli elementi tipici: la protagonista con un’infanzia difficile è un matrimonio traballante, e non del tutto felice, m che finisce con un tradimento da parte di lui, e la conseguente voglia di ricominciare, di non pensarci di lei.

C’è il viaggio, c’è la voglia di lasciarsi tutto alle spalle.

Ci sono alcuni incontri che poi porteranno la nostra Sofia a capire chi o cosa vuole nella sua vita.

La trama è piuttosto semplice, di quelle che si leggono spesso in storie del genere.

L’idea di nominare ogni capitolo con un colore è bella, ma avrei preferito fosse sviluppata di più e meglio e anche i personaggi potevano essere approfonditi di più, soprattutto la protagonista che resta piatta e non coinvolge per tutta la durata del romanzo.

Sono quasi più interessanti e di spessore i personaggi secondari, come Mario, l’amico omosessuale di Sofia, o il suo fratellastro con il quale ha un rapporto di odio/amore e anche suo padre.

Insomma, dato che il romanzo è effettivamente breve, poco meno di 150 pagine, sarebbe stato forse più opportuno scrivere di più e usare lo spazio per approfondire la psiche di Sofia, che spesso sembra saltare da una cosa all’altra senza che ci sia una motivazione valida.

Con questo non sto dicendo che non si faccia leggere bene, ma l’ho trovato molto grezzo e migliorabile, nei personaggi e anche nello stile e nella forma.

Ci sono alcuni errori come le concordanze di tempi verbali e alcuni dialoghi molto deboli nella sostanza.

Nel complesso è piacevole e non male, soprattutto, come dicevo prima, per l’idea dei colori a delineare ogni capitolo, davvero molto bella e originale, ma il tutto dovrebbe essere rivisto per far sì che la storia e i personaggi lascino davvero un segno e non si perdano in una miriade confusa di personaggi e storie simili.

 
Samanta Crespi
 
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