Belle e Sebastien – Amici per sempre: recensione

Non c’è due senza tre, ed anche per i protagonisti di Belle & Sebastien, famoso racconto creato dalla penna di Cecilé Aubry, è arrivato il momento di chiudere il discorso con una trilogia cinematografica, consolidando così un ulteriore successo avuto anche al cospetto della settima arte, oltre che su carta e in tv (in un vecchio sceneggiato mandato in onda dal ’65 al ’70, ed in una serie animata trasmessa dalle nostre parti negli anni ‘80).

Ricapitolando, dopo aver aperto le danze in sala nel 2013 con un buon capostipite semi-autoriale diretto da Nicolas Vanier, nel 2015 è stata la volta di un sequel d’intrattenimento più avventuroso, che vedeva dietro la macchina da presa l’occhio da mestierante del canadese Christian Duguay; alla terza occasione la direzione del tutto passa nelle mani di tale Clovis Cornillac, attore dalla carriera ultradecennale (era anche in L’insostenibile leggerezza dell’essere), ora alla sua seconda prova registica, dopo aver esordito nel 2015 con la commedia romantica Un po’, tanto, ciecamente.

Ovviamente a presenziare nel cast di questo Belle & Sebastien – Amici per sempre troviamo il medesimo cast che ha recitato nei capitoli precedenti, con il piccolo Félix Bossuet nei panni del giovane protagonista, affiancato dal bianco cane icona della serie, e Tchéky Karyo in quelli del nonno César; non mancano neanche le apparizioni di Thierry Neuvic, nel film papà di Sebastien, e di Margaux Chatelier, cioè l’incantevole Angélina, i quali in questa terza avventura convolano a nozze, lasciando il piccolo bambino con alcuni quesiti esistenziali.

Da questo incipit prende avvio il qui presente Belle & Sebastien – Amici per sempre, che incentiva la sua storia con l’arrivo di una minacciosa presenza, quella del temibile e temuto Joseph (Cornillac), un sinistro figuro che approda in paese alla ricerca di un cane a lui appartenente, e cioè Belle stessa.

Venuto a conoscenza di questa inquietante verità, Sebastien farà il tutto e per tutto per evitare che la sua cara amica a quattro zampe venga catturata e imprigionata, andando incontro magari a morte certa per mano di quell’orribile uomo.

Ma Joseph si dimostrerà essere una persona per niente da sottovalutare; solo che quando si ha a che fare con una solida amicizia nulla può mettersi contro.

Quello che colpisce subito all’occhio di un comune spettatore, osservando lo svolgimento dell’intera serie dedicata a questa coppia entrata in un certo immaginario collettivo, è come ogni film dedichi il proprio impatto visivo ad un determinato elemento; infatti, se nel primo capitolo ci trovavamo di fronte ad un prodotto con sprazzi documentaristici e nel secondo ad un racconto d’intrattenimento, volto all’avventura naturalista, in questa terza occasione è possibile notare come il regista/attore Cornillac intenda portare il suo Belle & Sebastien – Amici per sempre in ambiti più oscuri, trascinando il racconto di crescita del piccolo protagonista in contesti quasi da thriller.

Un discorso questo che fa riferimento alla parentesi dedicata alla presenza del malvagio Joseph, per il resto questo prodotto mostra tutto ciò che c’è da dire in riguardo, narrando una trama che parla del percorso di maturazione del Sebastien di Bossuet.

Inoltre la sceneggiatura, scritta da Juliette Sales e Fabien Suarez, si snoda in varie novità ed intrecci, inserendo anche una figliata di tre cuccioli avuti dalla bianca Belle; certo, non che sia un capitolo necessario in fin dei conti, ma in conclusione questo terzo film ispirato all’opera della Aubry non delude le aspettative, si fa ben vedere e matura i discorsi succitati.

Non li rende certamente indimenticabili, però neanche li banalizza come un qualsiasi lungometraggio mal concepito.

Una piacevole visione la merita tutta.

Mirko Lomuscio

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