Together: recensione

Quando il cinema horror preferisce affrontare anche la crisi di coppia; questo è ciò che il film dell’esordiente Michael Shanks, intitolato Together, premette di regalarci con le prime righe di trama, lasciando che i suoi due protagonisti, la coppia vera nella vita Dave Franco (fratello del ben noto James) e Alison Brie, possano sfoggiare le proprie doti recitative al cospetto di un’opera che necessita esclusivamente della loro credibilità coniugale in scena, oltre all’esibire determinati raccapriccianti effetti speciali visivi.


La storia è quella di una fonte misteriosa, nascosta in una caverna sotterranea nel mezzo di una vasta foresta, dove nelle vicinanze, ben presto, vengono ad abitare Tim (Franco) e Millie (Brie), una coppia da anni legata e che sta attraversando un momento di crisi.

Durante un’escursione nella natura, entrambi finiscono casualmente al cospetto della misteriosa fonte, dove, bevendone l’acqua, cominciano ad avere degli effetti collaterali; infatti, col passare del tempo, sia Tim che Millie, nonostante l’attrito emotivo che stanno passando, subiscono delle gravi conseguenze al tatto dell’uno con l’altra.

Tale situazione li porterà a scoprire cosa sta veramente accadendo e, soprattutto, arrivare a capire di cosa ha bisogno il loro amore per andare avanti.

Tramite uno spunto che getta una certa inventiva nella sua natura apparentemente horror, Together è un film che si fa strada per via di alcune idee azzeccate e ben congegnate, portandosi nel mezzo di una trama ben più incisiva di quello che sembra e volta a fare un determinato punto sui rapporti sentimentali odierno, minati spesso e volentieri su determinate mancanze di volontà o di accettazione personale.

Al di fuori di questi spunti al di sopra della media, per il resto il regista e sceneggiatore Shanks sviluppa la propria opera con un andamento pacato, lento nella resa ma sempre più accattivante proprio per questo, senza però approfondire apertamente certe parentesi che si premette di aprire ma, anzi, purtroppo portate ad alcuno sviluppo finale.

 

Insomma sul piano di scrittura Together mostra qualche riserva, indeciso nel rendersi altamente ironico oppure seriamente profondo, lasciando sì che la scena sia tutta per i suoi protagonisti Franco e Brie, anche produttori dell’opera, i quali si rendono partecipi di momenti ardui e altamente spiritosi (la scena di sesso nel gabinetto su tutti), coadiuvati dalla presenza di effetti speciali sia pratici che di CGI, che ne scaturiscono la raccapricciante natura croneberghiana alla base del lato visivo di Shanks, con qualche strizzatina d’occhio verso La cosa di John Carpenter (la sequenza inziale).

In fin dei conti siamo comunque dalle parti di un horror non da buttare con Together, che si lascia vedere nonostante non sia perfetto e abbia qualche dubbio su quale strada prendere verso l’inaspettato epilogo, ma almeno si assiste ad un qualcosa che lascia pensare e che sfoggia un paio di protagonisti all’altezza della situazione, anche se ad averla vinta a fine visione è la ben più volenterosa Brie sull’abbastanza sciapo Franco.

Mirko Lomuscio