Song Sung Blue – Una melodia d’amore: recensione

Nel vasto campo dei biography che oramai spazia di anno in anno, c’è ora anche attenzione per determinati gruppi di nicchia appartenenti ad una realtà di precise province americane; una di queste è l’accoppiata musicale denominata Lightning and Thunder, composta dalla coppia di coniugi Mike e Claire Sardina, ovvero un duo che si esibiva come cover band del noto cantante Neil Diamond, riscuotendo notevole successo nella loro Milwaukee.

Un percorso il loro che è stato segnato da determinati eventi che più di una volta li hanno visti alle prese con scelte a dir poco drammatiche; tutto questo è stato innanzitutto riportato in un documentario del 2008 intitolato Song Sung Blue, diretto da tale Greg Kohns, che ora si fa punto d’ispirazione per un biography vero e proprio diretto dal Craig Brewer di Hustle & Flow – Il colore della musica e di Black Snake Moan.

Il qui presente Song Sung Blue – Una melodia d’amore è quindi il trascritto cinematografico di quanto accadde dalla fine degli anni ’80, quando Mike e Claire Sardina, interpretati rispettivamente da Hugh Jackman e Kate Hudson, si incontrarono per dare vita ad un sodalizio sentimentale e artistico che viveva di vero e proprio amore.

Un sodalizio che vide la nascita del duo musicale Lightning and Thunder, cover band di Neil Diamond che riscuote parecchio successo in giro per il paese e che nel tempo otterrà anche i propri degni riconoscimenti, come l’incontro con i Pearl Jam e il suo leader Eddie Vedder (John Beckwith).

Ma la via per il successo si sa, è lastricata anche di momenti amari, e sia per Mike che per Claire, come anche per le loro rispettive figlie, Angelina (King Princess) e Rachel (Ella Anderson), affrontare determinate difficoltà potrebbe portarli in più di un istante alla fine di un solido rapporto artistico/esistenziale.

Pellicola che magari trova maggior ragione d’esistere per il culto ottenuto da questo duo nella loro realtà tutta americana, ovvero Milwaukee in tal caso, Song Sung Blue – Una melodia d’amore è in fin dei conti un prodotto che fa il proprio dovere, regalando perle di sentimentalismo, anche spicciolo a volte, con fare ragionato e spaccati abbastanza veritieri su quanto sia stato vissuto da questi due personaggi.

Un’opera che guarda al pessimismo esistenziale con le migliori intenzioni, sfoggiando tutta la propria speranzosa morale tra le righe di un racconto che cerca di aggrapparsi a più argomenti possibili, affrontati nel corso dei primi anni ’90; la situazione musicale dell’epoca, il successo delle band revival (oltre ai due protagonisti, vediamo artisti cover di Buddy Holly, James Brown e Elvis Presley), le famiglie allargate e anche il concetto di nascite assistite, tutti argomenti che vengono amalgamati dal regista e sceneggiatore Brewer in modo, sì a volte gratuito, ma mai abbastanza trascurati, anzi analizzati e portati a conclusione degna in ogni loro frangente.

Ed in mezzo a tutto ciò, tra partecipazioni di attori come Michael Imperioli, Fisher Stevens e James Belushi, si loda la bravura dei due interpreti Jackman e Hudson, sulle cui spalle si sostiene anche una certa credibilità di Song Sung Blue – Una melodia d’amore, un’opera che sa di costruito melodramma senza fronzoli, proprio come se ne vedevano tra gli anni ’70 e ’80, riportando però delle valide sensazioni che solo un buon film, come anche della buona musica, possono regalarti.

Mirko Lomuscio