Siamo nel 1952 a New York, e in un negozio di scarpe lavora Marty Mauser (Timothée Chalamet). È molto bravo nel suo lavoro, ma i suoi progetti sono ben altri. Lui è particolarmente dotato nel gioco del ping pong, ma per partecipare alle varie competizioni internazionali ci vogliono soldi.
Questi si possono ottenere con esibizioni non del tutto sportive, o in casi estremi con vari sotterfugi ed inganni.
Riuscirà a realizzare i suoi sogni e a stabilizzarsi definitivamente, oppure dovrà continuare a tirare la corda con il concreto rischio di vederla prima o poi spezzata?
Primo lungometraggio diretto da Josh Safdie senza suo fratello Benny, Marty Supreme è pronto ad arrivare al cinema in Italia dopo essere stato proiettato per la prima volta in occasione del 43º Torino Film Festival.
Il protagonista si ispira tantissimo a un giocatore di tennis da tavolo davvero esistito, ossia Marty Reisman.
Anche quest’ultimo era un ingannatore (fingeva di essere mediocre così da poter vincere soldi con degli ignari scommettitori) e si guadagnava la pagnotta facendo la “foca monaca” prima delle partite degli Harlem Globetrotters.

Identico discorso per il personaggio di Koto Endō, interpretato da un vero giocatore di tennistavolo come Koto Kawaguchi, ed in parte ispirato al vero Hiroji Satoh, atleta giapponese che sfidò il vero Reisman negli anni Cinquanta.
La parte sul Paese del Sol Levante è molto importante in Marty Supreme, perché vuole raccontare il grande rilancio della società nipponica dopo il disastro della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, il ping pong, per tanto tempo snobbato nel mondo occidentale, ha avuto molto più prematuro successo proprio in Giappone.
Gli appassionati di cultura pop sanno tutto ciò da tempo, grazie a manga come Ping Pong di Taiyō Matsumoto, o alcune puntate dell’Anime di Gigi la trottola.
Marty Mauser rappresenta invece il sogno americano più cinico di tutti, ossia la storia di un uomo disposto a tutto pur di raggiungere i propri sogni. Sempre determinato, e a volte anche scorretto e immorale. Oltre alle varie truffe, anche il modo in cui si comporta con la donna che ama (Rachel Mizler, qui interpretata da Odessa A’zion) non è sempre cavalleresco.
Un’ottima prova da parte di Timothée Chalamet, che si è allenato anni per poter giocare a ping pong sul set senza controfigure, senza dimenticare altri suoi colleghi capaci di rendere davvero questo film “supreme”. Gwyneth Paltrow è stata bravissima nell’impersonificare Kay Stone, un’attrice sul viale del tramonto, e lo stesso si può dire di Abel Ferrara nei panni di un malavitoso ossessionato dal suo cane.
Altri elementi di spicco sono Fran Drescher (La ben nota Tata) nei panni della mamma del protagonista, così come “Tyler, the Creator” interpreta il miglior amico di quest’ultimo.
Altro esordio cinematografico è quello di Kevin O’Leary, che nella vita vera è un grande imprenditore come lo è il suo personaggio, il magnate delle penne Milton Rockwell.
Prodotto da A24, Marty Supreme sarà disponibile in Italia da giovedì 22 gennaio 2026 grazie alla distribuzione di I Wonder Pictures.
Valerio Brandi