Per il cinema horror oltre 2020 continua l’immancabile voglia di voler assolutamente affrontare l’argomento esorcistico, nonostante le innumerevoli (e discutibili) operazioni svolte ormai in questi ultimi decenni e l’inarrivabile prototipo L’esorcista creato da William Peter Blatty (su carta) e William Friedkin (per immagini) nel lontano 1973.

A fare quindi i conti con questo trend è ora il qui presente L’esorcismo di Emma Schmidt – The ritual che, come molte altre sue pellicole simili, si ispira a fatti realmente accaduti, stavolta avvenuti nei lontani anni ’20; particolarità ancor maggiore per questa pellicola diretta da tale David Midell, autore con un paio di acclamate pellicole alle spalle da noi inedite, è la presenza come protagonista del grande Al Pacino, mai frequente nel cinema horror, a parte la sua partecipazione a L’avvocato del diavolo di Taylor Hackford.

Il noto premio Oscar per Scent of a woman – Profumo di donna ricopre quindi i panni di Padre Theophilus Riesinger, un uomo di Dio che nel 1929 si ritrovò ad avere a che fare con la scottante vicenda della giovane Emma Schmidt (Abigail Cowen), una ragazza con gravi disturbi psichici che a livello medico non furono mai riconosciuti, tanto da convincere la Chiesa di trovarsi di fronte ad una possessione vera e propria.
Incaricato di eseguire una serie di rituali, Riesinger giunge quindi nel convento di Padre Joseph Steiger (Dan Stevens), coinvolgendolo in questo lungo calvario fatto di esorcismi e scene inquietanti, dove il male si mostra in tutto il proprio orrore e portando i due uomini a fare i conti con il proprio passato, se non con la propria fede.

Con un’immancabile scritta ad inizio visione che accerta la veridicità dei fatti raccontati, tutti documentati dalla Chiesa stessa, L’esorcismo di Emma Schmidt – The ritual è un film che comunque non ha molto da dire rispetto a ciò che è stato fatto negli ultimi anni, e questo era anche abbastanza scontato.
Però, sorvolando magari la presenza di un Pacino in vacanza premio, sì fuori ruolo forse ma comunque sempre in grado di dare un pizzico di credibilità al tutto, il film di Midell in fin dei conti ha dalla sua una schietta sincerità di genere horror, che non perde tempo in inutili introduzioni preveggenti e getta lo spettatore nel mezzo di questo lungo esorcismo, che per tutta la durata viene mostrato giorno per giorno a strati, di rito in rito.

Ma la monotonia del tutto prende poi troppo il sopravvento ed ecco che L’esorcismo di Emma Schmidt – The ritual cade nel baratro della noia, senza alcun tipo dettaglio nuovo a riguardo al genere esorcistico e lasciando sì che questa storia (vera) si adegui sui soliti elementi del caso, (poca) credibilità degli eventi decritti in primis.
Ed in tutto ciò sia Pacino che il buon Stevens ci mettono la faccia, trasportati dalla minima ispirazione di questo lungometraggio, il quale ha almeno il pregio di mostrare un paio di buoni effetti speciali di trucco, sempre validi per la causa di questi film.
Mirko Lomuscio