Dopo averci lasciati con il tiepido Asteorid city del 2023, il noto regista americano Wes Anderson, autore di opere riconosciute come I Tenenbaum, Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore e Grand Budapest Hotel, ritorna in sala con una nuova pellicola tratta da una storia originale, dopo essersi cimentato nella realizzazione di svariati lungometraggi ispirati ai racconti di Roald Dahl (di cui uno insignito addirittura di un premio Oscar) e racchiusi in un lungometraggio intitolato La meravigliosa storia di Henry Sugar e altre tre storie.

Ora, 2025, il nostro autore torna in sala con La trama fenicia, pellicola in concorso al Festival di Cannes ricca di sguardi e narrazioni tipiche del mondo di questo regista, nonché arricchita della presenza di un cast di prim’ordine, capeggiato dalla presenza di un istrionico Benicio Del Toro in veste ironica.

Quest’ultimo ricopre i panni del magnate internazionale Zsa-zsa Korda, un uomo la cui fama e bramosia è nota in tutto il mondo, tanto che più di un nemico lo vorrebbe morto, che sia per questioni politiche o addirittura personali.
Sopravvissuto all’ennesimo attentato, il sesto per la precisione, Korda decide di riprendere i rapporti con la propria figlia Liesl (Mia Threplethon), divenuto ormai una suora novizia, per indurla ad accettare l’eredità del suo impero qualora lui venga a mancare.
I due, assieme al segretario amministrativo di Korda, tale Bjorn Lund (Michael Cera), intraprenderanno un percorso intimo finanziario, confrontandosi con i vari conoscenti e collaboratori di Zsa-zsa, il tutto per far sì che la ragazza conosca bene il mondo lavorativo dell’uomo, che si stenta a chiamare “papà”.

Ci sono autori che di tanto in tanto sentono il bisogno di far vedere la propria presenza in sala o addirittura in svariati festival, questo per via del seguito che si sono creati nel tempo come anche lo zoccolo duro e puro di fan che si sono generati in questo lasso di tempo creativo; Anderson è ovviamente uno di questi autori, il cui sguardo che vacilla tra l’arte su tela e quello su pellicola ben si è mostrato in tutto questo tempo, da circa trent’anni a questa parte.
Fatto sta che poi questa ispirazione va a perdersi nel tempo e ciò che se ne risconta ne La trama fenicia è come questo regista e sceneggiatore, nonostante qualche idea buona annidata in qualche frangente, sia ormai orientato a creare storie buone per cortometraggi e mai abbastanza sviluppate per un lungo.
Di lungaggini gratuite in questo film se ne possono trovare a bizzeffe, un difetto di cui ne risente soprattutto la stiracchiata prima parte, che parte col botto con un’ironia graffiante e affine allo stile di Anderson, per poi perdersi nella voglia di esibire il ricchissimo cast qua a disposizione (troviamo Tom Hanks, Bryan Cranston, Scarlett Joahnsson, Benedict Cumberbatch, Riz Ahmed, Bill Murray, F. Murray Abraham, Willem Dafoe, Rupert Friend, Charlotte Gainsbourg, Mathieu Amalric, Richard Ayoade, Jeffrey Wright, Steve Park, Hope Davis), dando in conclusione la sensazione di aver assistito a qualcosa, sì intelligentemente divertente, ma con buchi narrativi che pesano sul prodotto finale.

Certo, non così debole come il precedente Ateroid city, ma La trama fenicia sicuramente non ci riporta l’Anderson ispirato di una volta, salvo però regalarci un divertente Del Toro in veste comica, i cui sguardi ed espressioni emblematiche lo rendono creatore di una notevolissima performance.
Mirko Lomuscio